Palermo, Faraone denuncia: “pazienti oncologici ammassati nei prefabbricati del Policlinico”

Il vicepresidente di Italia Viva attacca la gestione del Day Hospital del “Paolo Giaccone”: "attese in corridoio e sale sovraffollate, presenterò un’interrogazione al governo"

“Ci sono immagini che raccontano più di molte parole. Quelle che arrivano dal Day Hospital oncologico del Policlinico universitario Paolo Giaccone di Palermo mostrano pazienti ammassati in prefabbricati, sale di attesa sovraffollate, corridoi trasformati in luoghi di permanenza. Persone fragili che aspettano per ore una chemioterapia sedute dove capita. O in piedi. Non è un dettaglio organizzativo. Non è un piccolo disagio. È la fotografia di un sistema che fatica a garantire perfino le condizioni minime di dignità a chi sta affrontando una delle prove più dure della vita”. Lo scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva.

“Da circa un anno il Day Hospital oncologico e gli ambulatori collegati sono stati trasferiti in una struttura modulare prefabbricata vicino al Pronto soccorso. Una soluzione provvisoria, sulla carta. Ma quando il provvisorio dura mesi e mesi smette di essere una soluzione e diventa un problema enorme. Nel contesto oncologico gli spazi non sono un dettaglio logistico. Sono parte della cura. Chi affronta queste terapie è spesso immunodepresso, più vulnerabile alle infezioni, più esposto ai rischi. Tenerli per ore in ambienti affollati non è solo scomodo. Può diventare perfino pericoloso. Eppure gli standard esistono. Sono scritti nero su bianco“.

“Il decreto ministeriale 70 del 2015 stabilisce i requisiti strutturali dell’assistenza ospedaliera. Il Piano oncologico nazionale ricorda che la qualità delle cure dipende anche dall’organizzazione dei percorsi e dall’adeguatezza degli ambienti. L’Accordo Stato-Regioni sulle reti oncologiche parla di presa in carico del paziente e di percorsi sicuri. Tutto chiaro sulla carta. Molto meno nella realtà”.

“Il risultato è semplice: pazienti costretti ad affrontare lunghe attese in condizioni indegne e operatori sanitari costretti a lavorare in spazi inadeguati. Questo contesto operativo, oltre a pesare gravemente sui pazienti, mortifica e svilisce il lavoro di oncologi e personale sanitario di ottima qualificazione clinica e professionale, esponendoli a condizioni di stress continuo e a un rischio crescente di burnout. E poi c’è l’effetto più grande. Quando un malato entra in un reparto sovraffollato, quando si trova davanti strutture provvisorie, quando vede corridoi pieni di persone in attesa, la fiducia nel sistema sanitario si incrina. E la scelta di curarsi altrove diventa quasi inevitabile”.

“Non è un caso se il Sud continua a perdere pazienti verso le regioni del Nord. Non sempre perché mancano i medici o le competenze. Spesso perché manca l’organizzazione. Così la Regione paga due volte: economicamente, con la mobilità sanitaria passiva, e moralmente, perdendo credibilità agli occhi dei cittadini. Garantire condizioni dignitose ai pazienti oncologici non è un dettaglio gestionale. È un dovere istituzionale. Per questo presenterò un’interrogazione al governo. Per capire come sia possibile che pazienti oncologici vengano ancora ammassati nei prefabbricati. E per chiedere conto di una vergogna che non può essere considerata normale amministrazione”.

Day Hospital oncologico del Policlinico universitario di Palermo: il video di Davide Faraone