Il fermo amministrativo della nave Sea Eye 5, rimasta bloccata per venti giorni nel porto di Pozzallo a partire dal 16 giugno 2025, data del primo verbale di contestazione, è stato giudicato illegittimo. A stabilirlo è il Tribunale civile di Ragusa, che ha accolto il ricorso presentato dalla ong tedesca. I giudici hanno così annullato il provvedimento adottato il 19 giugno dello scorso anno dalla Prefettura di Ragusa, insieme al verbale e alla sanzione contestata, condannando inoltre il ministero dell’Interno al pagamento delle spese legali per un totale di 2.518 euro. La decisione, firmata dal giudice Rosanna Scollo, è stata confermata dall’avvocato Marco Comitini, che insieme ai colleghi Ulrich Robert Stege, austriaco, e Dario Belluccio, di Genova, ha rappresentato in giudizio l’organizzazione e il comandante spagnolo della nave.
Vicenda
La vicenda riguarda il soccorso di un gommone con a bordo 65 persone, alcune delle quali ferite, effettuato nelle acque libiche. In un primo momento alla nave della ong era stato assegnato il porto sicuro di Taranto. Tuttavia il comandante Josep Lucchetti Lorente, ritenendo critiche le condizioni dei migranti ha ritenuto impossibile affrontare la lunga navigazione verso la Puglia e di non avere la competenza per stabilire quali tra i naufraghi potessero sopportarla. Per questo motivo la Sea Eye 5 ha ottenuto l’autorizzazione a sbarcare a Pozzallo, dove però è stata successivamente sottoposta a fermo dalla Prefettura di Ragusa.
Secondo il Tribunale civile, però, il comportamento dell’imbarcazione dell’ong tedesca è stato “conforme alla normativa vigente”: la nave non si sarebbe rifiutata di fornire informazioni né di seguire indicazioni, limitandosi invece a rappresentare la situazione reale a bordo.


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