Una nave cisterna per il trasporto di gas, ritenuta parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, è esplosa nelle prime ore di martedì mattina tra Malta e la Libia, con fonti che indicano che sarebbe “probabilmente” stata colpita da fuoco nemico. Diverse fonti hanno riferito che la nave metaniera Arctic Metagaz è stata distrutta intorno alle 4 del mattino in acque a sud-est di Malta. È stata segnalata una serie di esplosioni, ma restano versioni contrastanti sull’eventuale salvataggio dei membri dell’equipaggio.
Le autorità maltesi non hanno ancora confermato se l’esplosione sia avvenuta nella regione di ricerca e soccorso di competenza maltese o in quella libica. Secondo Vesseltraffic.com, l’imbarcazione si troverebbe attualmente a est di Malta, sebbene fonti indichino che l’esplosione iniziale sia avvenuta più vicino alle coste libiche. La società di sicurezza marittima EOS Risk Group ha riferito che la cisterna potrebbe essere stata colpita da un attacco con drone mentre transitava verso est nel Mediterraneo. Non è stato lanciato alcun segnale di soccorso e non vi sono informazioni confermate sulle condizioni dell’equipaggio o del carico.
Arctic Metagaz, soggetta a sanzioni statunitensi e britanniche dal 2024, era salpata da Murmansk il 24 febbraio dopo aver caricato il carico presso un’unità galleggiante di stoccaggio ed era presumibilmente diretta verso il Canale di Suez. Un rappresentante della società greca Diaplous Group ha confermato che la nave era in fiamme, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli. Finora non risultano trasmissioni di emergenza. Fonti della sicurezza hanno inoltre rilevato che la nave aveva disattivato il sistema di identificazione automatica per circa 300 chilometri, seguendo, secondo quanto riferito, una “rotta grigia” per aggirare restrizioni ed embarghi. Secondo le fonti, il rischio di danni ambientali per Malta sarebbe basso, poiché la nave trasportava presumibilmente gas naturale liquefatto.





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