“Se Cateno De Luca perde consensi, lo vedremo solo all’apertura delle urne. Ma che tu, Marcello Scurria, perda pezzi e stia perdendo il senno è sotto gli occhi di tutti. Ormai si è diffuso un principio semplice: se lo conosci, lo eviti. Che tu fossi affetto dalla ‘sindrome del re sole’ se n’è accorto anche Renato Schifani, quando ha dovuto revocarti dall’incarico di sub commissario al risanamento di Messina per gravi irregolarità che sfiorano anche il danno erariale. Da quel momento è iniziata una tua ricerca continua di collocazione, passando dal libro paga di Matilde Siracusano a quello di Occhiuto – Siracusano, con l’incarico a subcommissario al Risanamento di San Ferdinando in Calabria”. Così in una nota Danilo Lo Giudice, Coordinatore regionale di Sud Chiama Nord.
“Ci saremmo aspettati almeno le tue scuse alla coalizione che ti ha preso in carico, per la diaspora che hai causato. Evidentemente, però, il tuo unico obiettivo è un altro: essere eletto in Consiglio comunale come miglior perdente per non rimanere disoccupato. Mi permetto, infine, un consiglio non richiesto: tra una vignetta e l’altra, tra una falsità e l’altra, tra un’insinuazione e l’altra, tra un guanto di sfida e una ritirata strategica in stile Coyote, rischi di essere superato anche dal candidato del centrosinistra, Antonella Russo. Vai Marcello, vai Marcello, continua così: il terzo posto è assicurato”, evidenzia Lo Giudice.
“Scurria ha collezionato solo fallimenti”
“Ricevere lezioni su come organizzare eventi o motivare i sostenitori da chi, nella propria esperienza politica, ha collezionato soltanto fallimenti elettorali senza mai riuscire a farsi eleggere è francamente paradossale. Cateno De Luca ha sempre agito alla luce del sole, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte, da uomo libero e forte. Quanto a Flavio Santoro, è bene ricordarlo: è consigliere comunale a Naso, dirigente di partito e oggi vicesindaco della Città Metropolitana. Flavio si è fatto eleggere, tu ancora no. Flavio partecipa pienamente alla vita politica e amministrativa del movimento e non ha certamente bisogno di ricevere solidarietà per la sua militanza politica, che tu evidentemente non conosci — e non conoscerai mai“, rimarca Lo Giudice.
“Del resto, i candidati al consiglio comunale dimostrano l’ allergia a te: evitano accuratamente di menzionarti nei propri manifesti e santini elettorali. Forse, prima di dispensare giudizi e lezioni, sarebbe opportuno guardare in casa propria: perché quando persino i tuoi evitano di nominarti dovresti farti qualche domanda, ma la risposta te la riserveranno le urne. Vai Marcello, vai Marcello!”, conclude Lo Giudice.


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