“In Italia c’è talmente tanto rischio di ‘deriva autoritaria’ e di ‘fascismo’ che un premier non può neanche destituire un suo ministro. Retaggio dei tempi, finita la Seconda Guerra Mondiale, in cui era talmente forte la paura che tornasse ‘l’uomo solo al comando’, da non dare al primo ministro italiano neanche un potere così semplice, che in tutti i paesi del mondo è considerato assolutamente normale”. Così, sui social, Luigi Marattin, docente e segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico, commenta la vicenda Santanché, che sta “resistendo” nonostante la richiesta di dimissioni – anche pubblica – avanzata dal Premier Meloni.
Quella di Marattin è ovviamente una riflessione sarcastica, che diventa seria quando afferma che in Italia non c’è e non può esserci – da ordinamento, e menomale – una deriva autoritaria e un rischio fascismo, anche perché un Premier non può neanche permettersi di far destituire un suo Ministro, a differenza invece di quanto accade in altri paesi. E’ l’ennesimo schiaffo agli ossessionati del fascismo, i quali ne hanno già ricevuto uno proprio lunedì, dopo la vittoria del No al Referendum.


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