Un momento storico nella politica italiana. Giorgia Meloni ospite a “Pulp Podcast“, il podcast di Fedez e Mr. Marra trasmesso su YouTube. È la prima volta nella storia che il Presidente del Consiglio si rivolge agli italiani attraverso un nuovo canale mediatico, seguitissimo soprattutto dai più giovani, non per un semplice video social o una promozione della propria immagine, ma per una vera e propria intervista sui temi più caldi in politica interna ed estera. Una scelta che ha, ovviamente, incontrato lo stupore e le critiche della sinistra (quelli attenti ai giovani) e che ha raccolto molti consensi dal mondo del web e dai giovani stessi.
“Non possiamo permetterci ayatollah con atomica e missili”
“La posizione dell’Italia è quella che abbiamo portato in Parlamento: l’Italia non partecipa a questo attacco all’Iran, non ha intenzione di partecipare. Noi cerchiamo di lavorare a una de-escalation. Stiamo aiutando a difendere i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici e anche perchè nell’area ci sono decine di migliaia di italiani. Lavoriamo per rispondere alle conseguenze del conflitto, legate alla sicurezza e di carattere economico che dobbiamo affrontare e cercare di minimizzare.
Io sono molto preoccupata da un’evidentissima crisi del diritto internazionale. Ci sono dei fatti determinanti e produce un mondo nel quale si moltiplicano decisioni e iniziative unilaterali. Ti trovi a scegliere tra scenari tutti poco rassicuranti. Nel caso dell’Iran non è stato possibile chiudere un accordo sul nucleare, secondo gli americani. Diversi esperti indipendenti dicono che l’Iran è arrivato al 60% dell’arricchimento dell’uranio, molto più superiore della soglia per scopi civili e vicina a quella che serve per produrre una bomba nucleare“. È quanto dichiarato da Giorgia Meloni in merito alla posizione dell’Italia sull’Iran.
“Penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota di una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi e quindi il punto di vista di chi sta al governo, per capirci, rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi, è; è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare? Quindi chiaramente lo scenario diventa un po’ più complesso…“, aggiunge.
“Il punto è che io non ho, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran e quindi continuo a perseguire questa strada che secondo me è l’unica tra questi scenari ragionevole, cioè è quella di tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo chiaramente perseguendo, perché la posizione italiana alla fine è la posizione della quasi totalità dei paesi europei è quella sulla quale bisogna continuare a cercare di lavorare“, ha dichiarato Meloni sulla situazione in Iran.
“Iran dice che vuole distruggere Israele, è minaccia forte”
“Ci sono state delle reazioni spropositate da parte di Israele, dopodiché per Israele, visto dal suo punto di vista quella dell’Iran è una minaccia sistemica” è un paese “che dichiara di voler distruggere lo stato di Israele, chi vuole distruggerti e si dota di un’arma nucleare tu lo vivi come una minaccia molto forte“, afferma il premier.
Perchè l’Italia non condanna l’attacco USA all’Iran?
Dire che il governo italiano condanna l’attacco degli Stati Uniti all’Iran “anche quello è uno scenario pericoloso e lo sarebbe per te e non per gli americani. E nella mia posizione di presidente del Consiglio, mi permetterete, se non ho queste certezze, ed essendo la sicurezza degli italiani a repentaglio, non è perché sono vigliacca o non lucida, o non ho il coraggio. Ma devo fare valutazioni più complesse e sapendo che avranno conseguenze per gli altri. Perchè se gli altri sbagliano valutazione non ci sono conseguenze, se sbaglio io, ci sono e le pagano gli altri“, ha dichiarato Meloni
“Impedire a chi fa politica di entrare in Csm per un periodo di tempo”
“Io sono dell’idea che noi nella legge d’attuazione, perché poi queste cose si devono perfezionare con la legge d’attuazione, noi nella legge d’attuazione ci dobbiamo mettere una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al Csm e rafforziamo ancora di più l’incapacità della politica di incidere in questo meccanismo, perché questo è l’obiettivo della riforma“. Lo dice Giorgia Meloni, nella puntata di ‘Pulp Podcast’, disponibile ora su Youtube, con Fedez e Marra.
“Referendum? Non incide su di me ma su giustizia che decide su migranti, sicurezza e salute”
“Quello su cui noi stiamo votando il 22 e 23 marzo non riguarda la politica, non incide su di me, sul governo, su Fratelli d’Italia, sul Partito Democratico, incide sui cittadini e sullo stato della giustizia che si ritrovano in questa nazione e noi ce lo dobbiamo ricordare“. Lo dice Giorgia Meloni, nella puntata di ‘Pulp Podcast’, disponibile ora su Youtube, con Fedez e Marra.
“Sapete perché? Perché per far camminare una nazione ci sono tre poteri fondamentali e la giustizia è uno di questi tre e decide su materie che incidono sulla vita dei cittadini ogni singolo giorno: immigrazione, sicurezza, salute, libertà personale, lavoro. Se quel sistema non funziona, lo dico anche io che sono uno degli altri tre poteri,il meccanismo ti si inceppa“, conclude.
“Ho iniziato a fare politica quando hanno ammazzato Borsellino”
“Io ho cominciato a fare politica quando hanno ammazzato Paolo Borsellino. Si figuri come la penso sui giudici, mi avrebbe fatto piacere poter avere un dialogo serio nell’interesse della nazione, ma per i dialoghi bisogna essere in due“. Lo dice Giorgia Meloni, nella puntata di ‘Pulp Podcast’, disponibile ora su Youtube, con Fedez e Marra.
“Ogni volta che si prova a riformare giustizia levata scudi, Parlamento deve fare leggi”
“La giustizia” in Italia “non l’hai mai potuta riformare in modo sostanziale e non l’hai mai potuta riformare perché ogni volta che tenti di fare un passo avanti” allora “c’è sempre stata la levata di scudi che voi state vedendo anche adesso, si dice, ‘qui si vuole inficiare la separazione dei poteri’, ma il potere del Parlamento è quello di fare le leggi, se tu dici che il Parlamento le leggi non le può fare, allora sì che c’è un tentativo di inficiare davvero”, spiega Meloni.
“Niente funziona in eterno nello stesso modo, in questi 80 anni noi abbiamo riformato qualsiasi cosa, abbiamo riformato il governo, abbiamo riformato le regioni, abbiamo riformato il bilancio dello Stato, abbiamo riformato tutti gli ambiti possibili e immaginabili e la giustizia non siamo mai riusciti a toccarla”, conclude.
“Vota no e mandi a casa il premier? E’ trappola, voto è per riforma”
“Non si può continuare a dire che i cittadini votano emotivamente perché noi stiamo ‘sbagliando la campagna elettorale’. Per carità, in questa campagna si è detto di tutto e mi pare più dall’altra parte che dalla nostra. Ci sono stati errori, sono volate cose del tutto surreali, per carità”, ha dichiarato Meloni che sulla riforma della giustizia, ha ribadito: “è volutamente semplice e non è di 120 pagine in cui non capisci nulla. E’ una riforma molto semplice perché i cittadini la possa capire. E il voto non è Meloni sì o Meloni no, ma è ‘vuoi più merito sì o no? ‘Vuoi liberare il Csm dal condizionamento della politica sì o no? Vuoi più efficienza sì o no’?“.
“Il fronte del ‘no’ lavora per farlo diventare un referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta, che invece è di buon senso e l’unico strumento che ha è dire: ‘vai a votare per mandare a casa Meloni’. Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia“, ha rimarcato Meloni. “Se la detesti ma sei d’accordo con la riforma, dico vota sì e tra un anno vai a votare per cacciarla” perché “anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema“.


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