Clamoroso dietrofront di Giuseppe Conte, leader del M5S, sulla Russia. Intervenendo alla convention di +Europa ”Tutta l’Europa che manca”, in corso a Roma, ha detto: “sul conflitto tra Russia e Ucraina, abbiamo sensibilità diverse, ma ci sono dei passaggi che si devono modificare, ma io sono stato promotore, l’ultima volta che Meloni è venuta in Parlamento, di una risoluzione comune riconoscendo su questo punto l’aggressione russa va assolutamente sanzionata. Di fronte a un’allettante e conveniente prezzo del gas russo, noi non lo dobbiamo acquistare fino a quando non ci sarà un trattato di pace”.
“Lavoriamo per questa svolta negoziale”
“Non possiamo demandare ad altri, impegniamoci noi con tutta l’Europa, per sederci a quel tavolo. Non possiamo permettere che arrivi un trattato di pace senza l’Europa, rappresenterebbe il declino nostro politico. Lavoriamo per questa svolta negoziale, cerchiamo di difendere con le unghie e i denti la popolazione Ucraina, ma mettiamo fine a questo conflitto perché non c’è possibilità di coltivare un’escalation militare all’infinito”, conclude Conte.
Tattica in vista delle primarie del Campo Largo?
Il dietrofront di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, sulla Russia, dove sostanzialmente smentisce 4 anni in cui ha criticato l’invio delle armi in Ucraina e le sanzioni alla Russia, sembrano, più che altro, un modo di uscire dall’angolo per farsi largo in vista delle primarie del Campo Largo che dovrebbero suggellare il candidato premier in vista del 2027.


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