Maltempo Reggio Calabria, a Siderno ruspe al lavoro tra le onde sul lungomare devastato

Dopo i danni del ciclone di gennaio, nuova emergenza nella Locride: ruspe al lavoro tra le onde, cresce l’allarme per la tenuta del litorale

La costa ionica calabrese torna a fare i conti con il maltempo. Nelle ultime 24 ore la Locride è stata colpita da precipitazioni intense, con accumuli tra gli 80 e i 90 millimetri, un dato che conferma un andamento stagionale sempre più critico. A Siderno, questa mattina, lo scenario è cupo: cielo grigio e basso, mare agitato che continua a colpire le strutture costiere già compromesse, e vento forte che rende difficili e rischiose le operazioni all’aperto.

Le ferite ancora aperte del ciclone di gennaio

Il nuovo peggioramento si abbatte su un territorio già duramente provato. Sono passati due mesi dal ciclone che, tra il 20 e il 21 gennaio, ha devastato ampi tratti del litorale, in particolare il lungomare di Siderno, ridotto in più punti a un accumulo di detriti. Gli interventi avviati nelle scorse settimane per mettere in sicurezza la costa si trovano ora a fronteggiare una nuova emergenza, rallentando le operazioni di ripristino.

Ruspe al lavoro nonostante la tempesta

Nonostante le condizioni proibitive, i mezzi sono in azione lungo la battigia per contenere i danni e rafforzare le difese costiere. Le ruspe operano tra pioggia battente, vento e onde alte, su un terreno reso instabile dall’acqua. Jersey in cemento e transenne delimitano le aree più esposte, dove la circolazione resta parzialmente interdetta per motivi di sicurezza.

Un anno segnato da eventi estremi

La frequenza di fenomeni meteorologici intensi sta rendendo questo anno particolarmente difficile per la Calabria. Le continue ondate di maltempo impediscono interventi strutturali efficaci e mettono sotto pressione un territorio già fragile. Con il suolo saturo e il litorale sempre più esposto all’erosione, cresce la preoccupazione per la tenuta delle infrastrutture e per la gestione del rischio idrogeologico nel lungo periodo. Nel frattempo, resta alta l’attenzione sui punti più critici per evitare ulteriori crolli lungo la costa.