La netta vittoria del Sì al Referendum sulla Giustizia in Comuni come Platì o San Luca non è, come tanti hanno pensato, da legare alla criminalità organizzata. Ma, come già spiegato in altri articoli, è piuttosto da collegare ai tanti casi di malagiustizia in questi luoghi, che non hanno fatto altre che rafforzare la volontà – quasi totale – di riformare la Magistratura. A confermarlo, in un post sui social, è Enzo Infantino, storico esponente comunista reggino con diversi ruoli istituzionali in passato.
“Il ‘caso Reggio’, unico territorio in tutto il meridione d’Italia dove ha prevalso il Sì al referendum sulla giustizia con il 53,10% (a fronte di un netto No regionale al 57,26%), merita un’analisi che vada oltre gli stereotipi superficiali” ha scritto. Liquidare le ‘percentuali bulgare’ registrate in centri come Platì (89,63%), San Procopio (90,69%), Sinopoli (85,61%) e San Luca (82,39%) come semplice riflesso della presenza della criminalità organizzata significa ignorare un fenomeno sociologico molto più profondo e stratificato. I si in quei comuni ci parlano di un vero disagio nei confronti del potere giudiziario del quale bisogna tenerne conto”.


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