“L’Europa che abbiamo costruito non si può perdere”: l’editoriale di Giusi Princi sull’Huffington Post

Giusi Princi, parlando dei numerosi eventi geopolitici degli ultimi anni, ha voluto dire la sua attraverso un autorevole spazio: l'Huffington Post

Da Reggio Calabria all’Europarlamento. A rappresentare Reggio e la Calabria in Europa. Con fatti concreti. Un’Europa che, ovviamente, vuole difendere. Giusi Princi, parlando dei numerosi eventi geopolitici degli ultimi anni, ha voluto dire la sua attraverso un autorevole spazio: l’Huffington Post. “Ci sono momenti nella storia in cui non è più possibile limitarsi a osservare il corso degli eventi: bisogna scegliere se subire i cambiamenti o agire con determinazione trasformando le crisi in scelte politiche ed economiche consapevoli – ha esordito nell’editoriale sul noto quotidiano – Dopo ottant’anni in cui l’Europa ha rappresentato il progetto di pace, cooperazione e prosperità più avanzato della storia moderna, siamo oggi chiamati a difendere quell’eredità con lucidità, coraggio e responsabilità. Il mondo attorno a noi è cambiato radicalmente: i confini orientali sono tornati a essere teatro di conflitti, la Russia ha dimostrato che l’ordine europeo non può essere dato per scontato, e la guerra in Ucraina conferma che la pace va costruita e difesa con strumenti concreti”.

“Stando solo agli ultimi sviluppi geopolitici, il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha fatto tornare lo Stretto di Hormuz ad essere uno dei principali punti di tensione militare globale, con ripercussioni immediate sulla sicurezza energetica internazionale. Un drone iraniano ha colpito una base militare britannica a Cipro, territorio europeo e infrastruttura strategica nel Mediterraneo orientale, dimostrando quanto le crisi regionali possano avere effetti diretti sulla sicurezza del nostro continente. A questo si aggiunge il progressivo riequilibrio delle priorità degli Stati Uniti, che già da tempo sollecitano l’Europa ad assumersi una responsabilità maggiore nella propria difesa collettiva”.

“Nuovi scenari geopolitici emergono poi rapidamente. L’Artico e la Groenlandia sono sempre più al centro di una competizione internazionale per il controllo di nuove rotte commerciali, risorse energetiche e materie prime strategiche. Segnali chiari di un mondo che cambia velocemente e che richiede all’Europa una capacità di visione e di azione all’altezza delle sfide globali”.

“Di fronte a questa realtà così complessa, il Rapporto Draghi sulla competitività europea assume un ruolo strategico. Mario Draghi ha evidenziato con chiarezza le sfide che il nostro continente deve affrontare: il divario di produttività con gli Stati Uniti cresce ogni anno, il costo dell’energia è tra i più alti al mondo, il mercato unico resta frammentato e i processi decisionali sono troppo lenti per un mondo che cambia rapidamente. Una diagnosi precisa che deve essere accompagnata da una terapia altrettanto chiara: il pragmatismo rafforzato. Questo approccio propone di unire volontà politica e strumenti concreti, integrando i settori strategici – energia, tecnologia, industria e sicurezza – e coordinando investimenti e risorse a livello europeo”.

“Il pragmatismo rafforzato indicato da Draghi è la risposta concreta alla realtà che ci circonda. Agire come un blocco unico significa moltiplicare la forza di ciascuno. Le priorità sono chiare: semplificare le procedure decisionali, costruire una politica energetica che riduca le dipendenze esterne, rafforzare la difesa comune e mobilitare il risparmio privato europeo verso investimenti produttivi comuni, soprattutto nei settori strategici dove la rapidità di decisione è cruciale”.

“L’Europa non può più essere spettatrice della propria storia. Difendere ottant’anni di pace e di progresso è un compito comune e imprescindibile. Il pragmatismo europeo, unito alla capacità di agire in modo coordinato e tempestivo, è l’unico modo per affrontare crisi complesse e garantire coesione e prosperità. Il progetto europeo che abbiamo costruito non si può perdere, difenderlo rappresenta la nostra più alta responsabilità. È una convinzione che orienta ogni giorno il mio impegno a Bruxelles. Il Rapporto Draghi ci ha dato la bussola e ora spetta a noi avere il coraggio di seguirla, trasformando le sfide globali in opportunità di crescita e coesione” ha concluso Giusi Princi nel suo editoriale.