La vendetta dell’Iran è sul petrolio: lo stretto di Hormuz e il piano delle Guardie rivoluzionarie

L'Iran risponde all'attacco di USA e Israele attraverso la chiusura dello Stretto di Hormuz: il piano delle Guardie della Rivoluzione mirato a colpire le linee petrolifere dei nemici

Colpiremo le linee petrolifere dei nostri nemici e non permetteremo l’esportazione di petrolio dalla zona“. Il piano dell’Iran è quello di rispondere all’attacco militare operato da USA e Israele tagliando i rifornimenti petroliferi dei suoi nemici. Lo stretto di Hormuzè chiuso” e “se qualcuno tenta di passare, gli eroi delle Guardie della Rivoluzione e della marina regolare daranno fuoco a quelle navi“. Lo ha affermato Ebrahim Jabari, alto consigliere del comandante in capo delle Guardie della rivoluzione islamica, in dichiarazioni riprese dai media di Stato iraniani.

Dallo stretto di Hormuz passa un’ampia quota del commercio globale di idrocarburi via mare. L’eventuale chiusura dello Stretto per alcuni mesi potrebbe avere effetti importanti. Si parla di una riduzione drastica delle esportazioni di petrolio e gas: circa il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa di gas naturale liquefatto (LNG) passano attraverso lo Stretto di Hormuz. Se il traffico si interrompe, una grande parte delle forniture energetiche globali non raggiungerebbe i mercati.

Con minori quantità di greggio e gas disponibili, i prezzi del petrolio e del gas aumenterebbero rapidamente. Prezzi più alti del carburante e dell’energia si rifletterebbero sui costi della benzina, del riscaldamento, dei trasporti e dei beni di consumo in tutto il mondo.