Da sconfitte assurde in condizioni “agevoli” a vittorie pochi giorni dopo nonostante contestazioni e climi caldi. La Reggina, nel recupero del girone I di Serie D, riesce a sbancare il fortino dell’Igea Virtus, aumentando il rammarico su quello (poco) che poteva essere. Anzi, precisiamo, su quello che doveva essere. Al D’Alcontres di Barcellona Pozzo di Gotto, successo amaranto per 0-2, maturato nella ripresa per via delle reti di Edera e Mungo.
La partita
Torrisi torna all’assetto antico e agli uomini “fidati”, ovvero Fofana, Mungo e Ferraro. E’ l’atteggiamento, però, a mettere in difficoltà l’Igea. Il baricentro alto, infatti, impedisce ai locali di impostare da dietro, costringendoli a lanciare lungo e a sfruttare le seconde palle, tra le loro armi migliori. Questo significa: poca produzione di gioco e poche occasioni. I pericoli sono solo di marca amaranto anche se, come al solito, negli ultimi 16 metri gli avanti ospiti si mostrano fumosi e inconcludenti. Il parziale è un prevedibile 0-0 all’intervallo.
Nella ripresa, a partire meglio è la squadra di casa, che sembra uscire dal guscio, creando qualche occasione. Proprio nel momento migliore dei siciliani, però, arriva l’episodio che sblocca la sfida e – difatti – la indirizza. Edera, da buona posizione, si incarica di un invitante calcio piazzato e riesce a mettere in rete, segnando all’incrocio. Evidente l’errore di posizionamento del portiere, che era sulla traiettoria, ben visibile, e avrebbe dovuto fare decisamente meglio. Nell’occasione, polemiche da parte dell’Igea, in merito all’episodio da cui è scaturito il vantaggio, un fallo che in realtà sembra non esserci.
Lo 0-1, tuttavia, scompagina i piani. Se l’Igea a inizio ripresa aveva preso coraggio, con la rete subita si disunisce e innervosisce, mostrando una inspiegabile frenesia e dunque allungandosi. Questo si traduce in tanti errori e in ampie praterie concesse alla Reggina, ben sfruttate per il gol del raddoppio e la chiusura della gara. Pregevole l’azione che porta allo 0-2 firmato Mungo: bel cambio di campo di Giuliodori per Di Grazia, che si accentra e poi di tacco serve Distratto, il quale mette in mezzo per Mungo, che da due passi la mette dentro e fa 0-2. E’, difatti, il gol che chiude la contesa. Il tempo, infatti, ci sarebbe anche, ma l’Igea Virtus non ha la forza per ribaltarla.
E su questo andrebbero fatte delle riflessioni: prima della penalizzazione, questa squadra militava nelle prime posizioni. Oggi, però, ha dimostrato ben poca roba, confermando le sensazioni di tutta l’annata: il livello infinitamente basso e mediocre di questo girone, un girone che la Reggina avrebbe avuto il dovere di stradominare, come fatto dalla Scafatese, che domenica ha ottenuto la promozione matematica con sei giornate d’anticipo. Alla Reggina, invece, non resta altro che un successo che riduce il margine dalla vetta da -7 a -4 punti, ma con ben tre squadre ancora davanti.




























































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