Kosovare Asllani dà il buongiorno Reggio Calabria: la storia della calciatrice che ha dribblato la morte | FOTO e VIDEO

Kosovare Asllani, iconica calciatrice della Svezia Femminile che affronterà l'Italia al Granillo, posta sui social uno splendido reel del mare dello Stretto e dà il buongiorno a Reggio Calabria

  • Kosovare Asllani Svezia
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    Foto Instagram @asllani9
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Tutto pronto a Reggio Calabria per la partita Italia-Svezia, match d’esordio delle azzurre nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali. Il “Granillo” ospiterà una gara combattuta contro una delle bestie nere delle azzurre che nei recenti confronti non sono mai riuscite a battere le svedesi. Una nazionale, quella svedese, ricca di giocatrici di talento, tanto da meritarsi la 5ª piazza del ranking. Nel roster, un nome che non può certo passare inosservato è quello di Kosovare Asllani, ex attaccante del Milan, bandiera della Nazionale che a 37 anni da compiere a luglio vuole giocarsi le ultime chance per vincere il Mondiale che le è già sfuggito due volte in carriera (bronzo in Francia nel 2019 e in Australia e Nuova Zelanda nel 2023).

‘Kos’, arrivata ieri notte a Reggio Calabria insieme alle compagne della Nazionale, ha postato, questa mattina, un reel che dà il buongiorno a Reggio Calabria (con un pezzo della canzone di Alessandra Amoroso “Buongiorno”) e che mostra il mare dello Stretto visto dall’Altafiumara Resort.

Kosovare Asllani dà il buongiorno a Reggio Calabria

La storia di Kosovare Asllani, l’avversaria delle azzurre che ha dribblato la morte

Il nome Kosovare è un chiaro omaggio al Kosovo, suo Paese natio, il cognome è di chiara origine albanese. Kosovare Asllani è stata una dei tanti profughi che è scappata dal suo Paese, poco prima della guerra, cercando una nuova vita altrove. Nel 1989 la sua famiglia è emigrata in Svezia.

‘Kos’ non ha vissuto la guerra, seppur sia stata segnata dalle notizie, dal clima di paura e miseria. La sua vita, però, è stato un dribbling continuo con la morte. Nel 2015 giocava nel PSG (accolta da Zlatan Ibrahimovic, suo connazionale e con radici balcaniche) quando una cellula terroristica assaltò la redazione di Charlie Hebdo e il Bataclan: sarebbe dovuta andare a vedere la partita Francia-Germania con un amico, ma all’ultimo cambiò idea perchè troppo stanca. Quella notte ci furono 3 esplosioni fuori dallo Stade de France.

Nel 2017 vestiva la maglia del Manchester City. Si trovava in un ristorante a cenare e rilassarsi un po’, quando il suono delle sirene squarciò la tranquillità di quella notte: un attentato suicida al concerto di Ariana Grande, a pochi passi da lì, uccise 23 persone. Nei giorni successivi ha offerto supporto psicologico alle persone che nel club avevano un parente o un amico rimasto coinvolto nella tragedia.

Icona dentro e fuori dal campo

Il carattere non le manca. Da piccola faceva lo “sciopero della fame” dopo una sconfitta, autopunendosi: “sì, sono stata molto severa con me stessa“, dichiarò. Crescendo, ha studiato economia e ha pensato di fare la giornalista sportiva, seppur il vero sogno fosse comprare qualsiasi cosa alla madre per ripagare i sacrifici fatti in passato, soprattutto nei primi anni in cui arrivarono in Svezia.

Il suo primo contratto da calciatrice professionista con il Linköping prevedeva uno stipendio di 6000 corone al mese, poco più di 500 euro. Non proprio il budget giusto per realizzare i propri sogni.

Nel 2012, dopo aver fatto incetta di trofei in patria, firmò con il PSG di Ibrahimovic che disse all’allora AD Leonardo: “se vuoi vincere, tu hai bisogno di un attaccante svedese”. La differenza fra i due era però notevole: Ibra era monumentale, modello Tour Eiffel, lei viveva nei bassifondi di Parigi.

Dopo 39 gol in 59 partite passò al Real Madrid che, poco prima, aveva punzecchiato sui social chiedendo di formare una squadra femminile al posto di fare gli auguri per l’8 marzo a tutte le donnne.

L’abbiamo vista in Italia con la maglia del Milan e oggi gioca con le London City Lionesses, la squadra dell’azzurra Elena Linari (che ieri abbiamo intervistato).

Nel suo profilo Instagram vanta 340.000 follower, ha collaborato con brand prestigiosi come Nike, Coca Cola, Visa, Kia. Fuori dal campo è un’icona di stile: i suoi profili social sono pieni di foto in cui sfoggia look particolari, mixate a immagini delle partite e degli allenamenti in una sintesi perfetta tra stile e sport.

Con la maglia della Svezia ha esordito il 27 settembre del 2008, vanta 207 partite e 51 gol. Ha vinto 2 argenti olimpici a Rio 2016 e Tokyo 2020, 2 bronzi Mondiali a Francia 2019 e Germania 2011, altri 2 bronzi Europei a Svezia 2013 e Inghilterra 2022. Dopo il secondo argento olimpico tuonò: “sono stanca di tutte queste fottute medaglie d’argento“. Che caratterino. Il suo sogno Mondiale passa da Reggio Calabria e dall’Italia.