Ci siamo… quasi. È la vigilia di Italia-Svezia, grande appuntamento previsto per domani sera (18:15) allo Stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria. Per la prima volta nella storia, la Nazionale Femminile giocherà in riva allo Stretto. Le azzurre hanno avuto modo di conoscere un po’ la città tra la visita alla scuola “Montalbetti-Telesio” (FOTO e VIDEO), la visita a Palazzo Alvaro e quella al Museo di Reggio Calabria (FOTO).
Il CT Soncin
Nel pomeriggio, la Nazionale si è spostata al Granillo per la conferenza stampa della vigilia. Il CT Andrea Soncin ha esordito rispondendo a una domanda sull’attacco recente all’Iran: “siamo esseri umani con emozioni, sentimenti e attenzione a quello che succede. Sono fatti importanti quelli che stanno accadendo, ma momenti come la partita di domani regalano distrazione ed emozioni positive, di vivere con passione lo sport che tutti seguiamo fin da bambini. Essere orientati alla preparazione della partita ci permette di distaccarci”.
Poi si è passati al campo: “l’emozione di iniziare questo percorso è incredibile, ci pensavo stanotte, nei pensieri notturni. C’è adrenalina, tensione, pressione positiva, che quasi ti crea quel pizzico di paura che ti alza da tutti i livelli, come fosse la prima volta. Sono orgoglioso di quello che le ragazze hanno mostrato nella prima settimana di raduno. In 3 mesi abbiamo lavorato con lo staff per mettere ognuna di loro nella miglior condizione possibile. Non vediamo l’ora di scendere in campo. Sappiamo la forza della Svezia, le conosciamo, loro conoscono noi, siamo andati vicini alla vittoria nelle partite scorse, il rammarico delle mancate vittorie e di alcuni altri risultati che nel recente passato ci hanno lasciato delle lacrime sono la forza per arrivare in alto.
Ci tengo a ringraziare Reggio, tutte le persone che ci hanno accolto da ieri sera, l’attenzione che stanno mettendo nei nostri confronti. Quando c’è stata la possibilità di venire abbiamo sentito fortemente la voglia di venire qua, abbiamo sentito l’energia della città, ci aspettiamo di ricambiarla.
La Svezia la conosciamo bene, ci vuole coraggio di attaccare, aiutarsi. Sono concentrato sulle ragazze e su cosa stanno facendo, ovviamente con il massimo rispetto per le avversarie.
Stiamo cercando di portare in giro l’Italia per tutto il Paese. Avvicinare la maglia azzurra in certi posti in cui può essere fonte di ispirazione per le nuove generazione. Ci ricolleghiamo al valore della maglia azzurra, per le ragazze e tutti noi che siamo chiamati in causa. Non è soltanto orgoglio di giocare una partita di alto livello, ma è soprattutto responsabilità, esempio e ispirazione per tanti bambini e bambine in uno sport che in Italia è ancora troppo indicato come sport maschile.
La Svezia ha giocatrici da top club, grande esperienza internazionale. È una partita che vogliamo giocarci a viso aperto, sappiamo le loro qualità e le nostre, vogliamo continuare a crescere, gestire al meglio quei risultati che ci sono sfuggiti nei finali delle scorse partite.
È un girone di 4 squadre, si dice che bisogna partire forte, ma sono talmente poche partite che serve continuità e finire nel migliore dei modi. È una gioia iniziare, affrontiamo la Svezia, iniziamo con il massimo rispetto. Sappiamo che sarà complicata, abbiamo grande consapevolezza e siamo concentrati su quello che vogliamo fare“.
Elena Linari
Elena Linari, difensore dell’Italia, ha risposto in apertura a una domanda sull’Iran: “è normale che siano fatti gravi, non riusciamo a sapere esattamente cosa sta accadendo, dobbiamo rifarci a notizie e tg. Voglio rimarcare il fatto che lo sport possa unire, mi auguro che la partita di domani possa essere momento di unione e solidarietà.
Penso sia impossibile non stimare e voler bene al mister e allo staff. Sono state persone che sono entrate nel nostro mondo in punta di piedi, con umiltà, lasciandoci a bocca aperta per il rispetto avuto nei nostri confronti. Sono piccole cose che nella società di adesso non vanno dimenticate. È un grandissimo privilegio. Mi sono sentita apprezzata, ma lui apprezza tutte, ce lo ha sempre detto, non ha mai raccontato barzellette, è stato sempre diretto. Se siamo riuscite a raggiungere grandi risultati all’Europeo è stato grazie a lui, allo staff, alla fiducia e alla voglia di giocarcela contro tutte. Voglio giocare sempre, poi il mister fa le scelte, vogliamo tutte dimostrare quanto valiamo e divertirci.
La mia esperienza all’estero mi sta insegnando tanto dal punto di vista fisico e mentale, di resilienza, sono uscita dalla comfort zone, a Roma avevo vinto abbastanza, potevo vincere ancora. Stare lontana dalla famiglia non è facile, il calcio inglese è molto fisico, non me lo aspettavo, sono partite di Champions ogni weekend. Nella mia squadra si vuole crescere tanto, vuole puntare a qualcosa di unico, sono nel momento giusto della mia carriera.
Penso sia sempre bellissimo quando riusciamo a entrare nel vivo della città, conoscere le persone, stamane è stato molto bello andare alla scuola, tantissime bambini e bambini, poi riuscire a vedere il Museo e i Bronzi di Riace, sono occasioni che ti fanno ricordare la città.
Ieri sera stavamo percorrendo il percorso del calcio al Sud che ha perso tante squadre ad alti livelli, io sono cresciuta con il Catania, il Palermo, il Messina e la Reggina. È un dispiacere per noi non avere squadre del Sud Italia in Serie A. Tante ragazzine non hanno modo di raggiungere il proprio sogno, sappiamo quant’è difficile non trovare una squadra per una bambina che vuole giocare a calcio. Stiamo facendo un grande lavoro come Federazione, siamo qui anche per questo motivo, stiamo girando l’Italia per far sentire tutti partecipi.
Tutte le partite sono molto difficili e fisiche a prescindere dalla squadra che vai ad affrontare, il livello sta crescendo tantissimo. La Svezia è molto molto fisica, ma in questi anni abbiamo dimostrato di esserlo anche noi, in maniera diversa, dobbiamo gestire le loro caratteristiche principali che conosciamo bene. Il nostro compito è di farci trovare pronte“.












Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?