Con scarsa sorpresa rispetto alle aspettative, l’Iran ha annunciato che Motjaba Khamenei sarà la nuova Guida Suprema del Paese. Il figlio di Ali Khamenei è stato eletto dall’Assemblea degli esperti a 9 giorni dalla morte del padre, ucciso dai raid di USA e Israele su Teheran. A stretto giro, secondo quanto dichiarato da Israele, alcuni raid avrebbero anche ferito lo stesso erede, che sarebbe però sopravvissuto.
L’agenzia di stampa Tasnim parla di “una schiacciante maggioranza di voti” per il 56enne figlio di Khamenei, il cui nome era già circolato negli anni scorsi, nonostante la smentita del padre, che sarebbe stato contrario ad una successione dinastica alla guida della Repubblica islamica. In una nota, l’Assemblea degli esperti, composta da 88 membri, ha riferito che “l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei (che Allah lo protegga) è stato scelto come terzo leader del sacro sistema della Repubblica Islamica dell’Iran“.
Nella nota si sostiene che l’Assemblea degli esperti “non ha esitato un minuto” nella scelta del nuovo leader, nonostante “la brutale aggressione dell’America criminale e del malvagio regime sionista“. Nato l’8 settembre del 1969 nella città santa di Mashhad, nell’est dell’Iran, Mojtaba Khamenei è uno dei sei figli dell’ayatollah, ucciso il 28 febbraio a 86 anni.
Il dipartimento del Tesoro americano ha imposto sanzioni contro di lui nel 2019, durante il primo mandato Trump, sostenendo che rappresentasse il leader supremo “nonostante non fosse stato eletto o nominato a una posizione di governo a parte l’incarico nell’ufficio del padre“. Ali Khamenei aveva infatti “delegato una parte delle sue responsabilità di leadership” al figlio, che “lavorava strettamente” con i Guardiani della rivoluzione “per far avanzare le ambizioni di destabilizzazione regionale del padre e i suoi obiettivi di repressione interna“, aveva sottolineato il Tesoro motivando le sanzioni.

Il commento di Donald Trump: “non dura”
Netto il commento di Donald Trump ad Abcnews: l’erede di Khamenei “non durerà a lungo” se non otterrà l’approvazione della Casa Bianca, dice il presidente americano, disposto a lavorare con eventuali elementi ‘superstiti’ dell’attuale regime. “Dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la ottiene, non durerà a lungo“, dice il presidente, che pochi giorni fa ha definito “inaccettabile” la nomina di Mojtaba Khamenei. “Vogliamo assicurarci di non dover tornare qui ogni dieci anni, quando magari non avrete un presidente come me che è disposto a farlo – aggiunge – Non voglio che tra cinque anni si debba tornare a fare la stessa cosa, o peggio ancora lasciare che abbiano un’arma nucleare. Ora l’Iran è una tigre di carta, una settimana fa non era così. Stavano per attaccare l’intero Medio Oriente per prenderselo tutto“. Ma tra l’elite di Teheran ci sono figure che otterrebbero il sì americano? “Ci sono numerose persone che sarebbero idonee“.


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