Il nuovo iter del Ponte e il Sì della Corte dei Conti, Ciucci a StrettoWeb: “sinistra al governo? Stop penalizzerebbe anche loro” | INTERVISTA

Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, ha incontrato la stampa in vista della grande manifestazione Pro Ponte prevista domani a Messina

Alla vigilia del grande appuntamento di domani, la manifestazione Pro Ponte che si terrà in piazza dell’Unione Europea a Messina, Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina ha incontrato i media in un punto stampa tenutosi presso l’hotel “La Conca” di Villa San Giovanni, per fare il punto in vista dell’evento. “Domani sarò a Messina per l’importante manifestazione a cui immagino avremo una grande partecipazione, una manifestazione che non vuole essere politica o partitica, ma che vuole essere soltanto, lo dico io che sono soltanto l’amministratore delegato della Stretto di Messina, una presentazione e un aggiornamento sul progetto del Ponte, sugli effetti che ne possono venire per questo territorio, o che parliamo di Calabria, o che parliamo di Sicilia“, ha dichiarato Ciucci in apertura.

Il nuovo iter dopo la bocciatura della Corte dei Conti

Ciucci ha incontrato, nel pomeriggio odierno, il sindaco Camini e, prendendo spunto dall’incontro con il primo cittadino villese, ha fatto un recap della situazione relativa al nuovo iter del Ponte sullo Stretto. “L’incontro con il sindaco fa parte, direi quasi, di un rituale. Io ogni volta che ho l’occasione, sempre con piacere, di scendere in Calabria o in Sicilia, io incontro sempre il sindaco di Villa San Giovanni, così come il sindaco di Messina o i vari rappresentanti sul territorio, ovviamente, di maggioranza, di minoranza. Per me l’importante è il rapporto con il territorio, con la città, vuoi che sia in Calabria, vuoi che sia in Sicilia. E ho illustrato quello che stiamo facendo, quello che è accaduto dopo le decisioni della Corte dei Conti, che non sto a richiamare perché le conoscete anche troppo bene. Quindi 2  soluzioni negative che ci hanno preso, non ho mai nascosto, di sorpresa perché eravamo convinti di aver fatto il nostro lavoro nel rispetto di tutte le norme.

Ritenevamo ovviamente che l’esame della parte della Corte Conte sarebbe stato un esame molto attento, molto approfondito, anche con critiche, anche con richieste di integrazioni, ma che poi alla fine avremmo ottenuto la registrazione. Così non è stato. Da subito, abbiamo detto, come società, ma ancor di più ovviamente l’ha detto il governo del rispetto della decisione della Corte e quindi dell’idea dell’obiettivo di conformarsi al parere della Corte, ai i rilievi che la Corte ha espresso, alle mancanze che la Corte ritiene di aver rilevato, di conformarsi anche a quelle che poi in realtà non condividiamo fino in fondo e quindi stiamo lavorando su questo.

È importante il decreto recente perché a queste dichiarazioni di intenti, a questi, annunci, interviste, si è aggiunta una norma primaria di legge che fissa una procedura dettagliata, molto impegnativa e del tutto trasparente, perché c’è scritto esattamente quello che stiamo facendo e andremo a fare per arrivare dove? A una nuova delibera del Cipess che rispecchi quel quei rilievi espressi dalla Corte, in modo da poter ottenere, questo è l’obiettivo finale, una registrazione, come dire, piena, senza osservazioni, senza rilievi da parte della Corte, che per noi rappresenta la base fondamentale, la base solida, no, perché stiamo parlando di fondamenta per costruirci sopra un’opera di questo genere.

Non siamo partiti nel lavoro il giorno dopo il decreto. In realtà l’abbiamo fatto già prima, quindi già abbiamo presentato le richieste all’ART per il parere sul piano finanziario che abbiamo già aggiornato. Abbiamo già chiesto il parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, stiamo per rifirmare l’accordo di programma con MEF, MIT, Anas, RFI, le due regioni oltre al Stretto di Messina, abbiamo mantenuto un dialogo strutturato con l’Europa, con incontri a Bruxelles, con uno scambio di documentazione ampia, dettagliata, sia sulla direttiva Habitat, quindi sulla valutazione di impatto ambientale e di incidenza ambientale, che sono due cose nettamente separate, anche se somigliano nella nella dizione, e anche sulla direttiva appalti annoso problema del 50% del limite dell’incremento del corrispettivo.

Dicevo l’altro giorno, anche in audizione in Senato, nella fase di conversione del decreto che, tenendo conto del lavoro già fatto, del lavoro in corso, il nostro cronoprogramma prevede una fine dell’iter entro la fine dell’estate, diciamo alla fine dell’estate, a settembre, e quindi la possibilità nell’ultimo trimestre di iniziare l’attività realizzativa che, come ho detto tante volte, è comunque graduale, prevede una serie di opere di attività anche propedeutiche, di preparazione di opere anticipate. Quindi non è che significa che il giorno dopo avremo le betoniere o le scavatrici per le torri del Ponte, non parte così un progetto di queste dimensioni.

Quindi fondamentale il decreto che ha confermato le risorse finanziarie, quindi lo stesso importo, ma direi che con una somma di buon senso, del buon padre di famiglia, si è detto che visto che c’è uno slittamento della realizzazione dell’opera e che comporta uno slittamento dei fabbisogni, liberiamo quelle risorse previste per il Ponte nel 2025 o 2026 che chiaramente il Ponte non poteva spendere a quei livelli e quindi lasciamo lo spazio per altri interventi. E questo è un altro aspetto importante del decreto, fermo restando che poi la somma degli stanziamenti fa sempre i 13 miliardi e mezzo che sono l’attuale costo del progetto“.

Pietro Ciucci
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Dalla Corte dei Conti può arrivare un parere favorevole?

Rispondendo alla domanda di StrettoWeb sulla possibilità e sul perchè, questa volta, la Corte dei Conti dovrebbe dare un parere favorevole al Ponte sullo Stretto, il dott. Ciucci ha spiegato. “Parere favorevole questa volta Assolutamente sì, altrimenti non staremmo a lavorare con grande intensità su tutti gli aspetti di questo nuovo iter. L’obiettivo è quello di conformarsi ai rilievi della Corte e quindi di recepire tutte le osservazioni che la Corte ha espresso, ripeto, senza dibattere se effettivamente è proprio così 100% condivisibile che ci voglia questo o quel documento o passaggio. Conformarsi significa dare attuazione e tener conto di tutte le osservazioni della Corte, il che mi fa sperare maggiormente che sia possibile avere una registrazione in tempi normali, ordinari“.

Le obiezioni della Corte dei Conti

Qualcuno ha detto in audizione l’altro giorno che il decreto era troppo dettagliato e che quindi poco impegnativo e quasi con un effetto di opacità. È tutto il contrario. Il decreto è molto dettagliato, giustamente, e quindi aumenta l’impegno di chi deve dare attuazione e aumenta la trasparenza. Per prima cosa si è detto: aggiornamento del piano finanziario perché consegue allo slittamento. Parere dell’ART, l’Autorità per la Regolazione dei Trasporti sul piano finanziario, che noi in precedenza ritenevamo non dovuto. La Corte ci ha detto che, invece a suo avviso è necessario.

Consiglio Superiore Lavori Pubblici: a nostro avviso non era dovuto, non era possibile chiedere un nuovo parere. La Corte ha espresso l’opportunità, non la necessità, di avere un parere con riferimento in particolare a quelle modifiche apportate al progetto, rispetto al progetto iniziale: lo facciamo.

L’accordo di programma, la Corte vuole che sia registrato singolarmente e non come allegato all’atto aggiuntivo alla Convenzione. Ok, lo manderemo in registrazione singolarmente e poi manderemo in registrazione al visto per la registrazione l’atto aggiuntivo. In passato l’accordo di programma era un allegato della Convenzione, dell’atto aggiuntivo.

Noi abbiamo due documenti: la delibera Cipess e il terzo atto aggiuntivo alla Convenzione tra Stretto di Messina e il MIT, tutti e due soggetti alla registrazione della Corte dei Conti. Tutte e due hanno come allegato il piano finanziario. Un dibattito che c’è stato a lungo era: si va prima al Cipess col piano finanziario e poi si fa l’atto aggiuntivo o si va prima all’atto aggiuntivo, poi si va al Cipess? Alla fine, anche con l’intervento dell’avvocatura di Stato, abbiamo cercato di avere tutti i riferimenti, si è detto si fa prima l’atto aggiuntivo col piano finanziario allegato, si va al Cipess che a sua volta esamina il piano. E così abbiamo fatto. Io il primo agosto ho firmato il terzo atto aggiuntivo, il sei agosto il Cipess ha approvato. E con l’idea ulteriore che tutti e due i documenti soggetti al controllo della Corte andassero contemporaneamente al controllo. La Corte ha espresso un diverso parere. Il decreto legge fissa esattamente la successione e dice: prima si va al Cipess con il piano finanziario allegato, si ottiene la registrazione della delibera Cipess, poi si firma il terzo atto aggiuntivo e si va alla Corte dei Conti per la registrazione. È chiaro che così facendo si allunga un po’ il tempo. Perché in contemporanea il conto messa in successione richiede un po’ di più“.

Pietro Ciucci
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

La percezione della popolazione di Villa San Giovanni sul Ponte

Questo è un problema che riguarda purtroppo molte delle grandi opere in Italia, dove si hanno tempi di realizzazione lunghi che a volte si allungano per motivazioni diverse e che poi comportano appunto un risultato dilatato nel tempo e di maggiori costi. Quindi io posso anche comprendere se i cittadini possono avere un po’ di, come dire, sfiducia davanti a questi slittamenti. Però è un po’ come quell’aneddoto della profezia che si auto-avverano, cioè certi comportamenti prevedono dei ritardi, ma col loro comportamento lo rendono possibile.

Questa è una grande occasione. Lo dicevo anche al consiglio comunale. Questa è una grandissima occasione per Villa San Giovanni, straordinaria. E la possiamo utilizzare al meglio nella misura in cui lavoriamo insieme, perché noi, Stretto di Messina, non possiamo imporre alla città questa o quella decisione. Il Comune non può probabilmente fissare troppe condizioni alla realizzazione di un progetto che ha una valenza nazionale. Quindi, se lavoriamo insieme, possiamo ottenere il massimo per Villa San Giovanni e per Messina“.

Cannizzaro e il dialogo con i candidati sindaco

La Stretto di Messina è un organismo tecnico, noi non facciamo politica, io non faccio politica, non sono un tecnico, credo che nessuno sappia esattamente per chi voto. Ho lavorato bene con Romano Prodi, di cui sono amico, ho lavorato benissimo col Presidente Berlusconi. Apprezzo il ministro Salvini perché è un ministro estremamente concreto, tutte le volte che sta seduto al tavolo del ministero io mi ci misuro con molto interesse e positivamente.

È chiaro che il progetto del ponte può essere un tema importante di una campagna elettorale per il sindaco di Messina o di Reggio Calabria. E quindi, se i candidati chiederanno informazioni, indicazioni e un dialogo, noi siamo a disposizione, ma non facciamo campagna elettorale per nessuno“.

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Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

I ricorsi al Tar

Ne parlavo poco fa anche con la sindaca Caminiti. Un dato di fatto, un dato sicuro, è che i ricorsi sono inammissibili, sono stati dichiarati inammissibili e quindi perlomeno intempestivi. Poi è chiaro che il TAR ha detto che, ove quando ci sarà una nota libera Cipess, se i ricorrenti riterranno non soddisfacente ancora la direttiva, potranno ripresentare il loro ricorso, ma che i ricorsi siano stati intempestivi e quindi inammissibili è chiaro.

Ma a noi non ci interessa vincere al TAR, adesso non sbandieriamo questa cosa come se fosse un successo, è un fatto, appunto, non è un successo. Noi, invece, vorremmo al tavolo, possibilmente trovare soluzioni comuni, perché noi abbiamo attenzione per il territorio, per Villa San Giovanni, per le cose che si possono fare a Villa San Giovanni, non forse per il miliardo e mezzo che a volte evoca il sindaco, magari non certo tutto insieme, ma dato che il progetto vale 10 anni, perché no? Alla fine di questo periodo magari fare tutto quello che viene richiesto. Ma se viene richiesto tutto e subito…”.

Le richieste di Versace

Sì, non si può neanche caricare un progetto di questo tipo con un eccesso di aspettative o un eccesso di richieste, perché non abbiamo bacchette magiche nella borsa. Quindi alcune cose si possono fare, altre non è possibile farle dall’inizio, ma si possono fare mano a mano che va avanti il progetto. Ripeto, non è un progetto istantaneo, non lo si fa in sei mesi. Ci vogliono 7-8 anni di realizzazione. Dal momento in cui partiremo, avremo 7-8 leggi finanziarie, avremo anni per poter avere ulteriori risorse.

Se c’è l’attrattore ponte che calamita l’attenzione anche politica, anche governativa, su quest’area, io penso che farà bene. Perché se il Ponte non viene fatto, quel miliardo e mezzo di opere necessarie, siamo sicuri che verranno fatte in mancanza del Ponte?.

Le opere compensative sono state già definite nel progetto, c’è un elenco puntuale che il Cipess aveva esaminato ad agosto 2025. Vi ricordo che esiste uno stanziamento per le opere collegate al Ponte, che non rientrano nei 13.5 miliardi e che una volta che il Ponte sarà avviato, si potrà immaginare una proposta di ripartizione di queste risorse anche per altre opere a Villa San Giovanni, a Messina, a Reggio Calabria. Forse una maggiore presenza di Reggio Calabria, al di là del ricorso al Tar, poteva aiutare a suo tempo a definire questo elenco“.

Versace

Elezioni 2027: che succede al Ponte se vince la sinistra?

Rispondendo alla domanda di StrettoWeb sulla possibilità che, dopo gli ultimi scossoni post referendum, alle elezioni 2027 possa esserci un cambio di governo con un premier di sinistra, e quindi il progetto Ponte possa essere nuovamente accantonato, Ciucci ha risposto: “essere preoccupati significa occuparsi preventivamente di qualcosa. Quindi evidentemente noi viviamo la realtà del Paese, non siamo politici, abbiamo una strada da seguire. Il governo in carica, anche questo Parlamento, perché noi parliamo sempre del governo, poi la legge è una legge del nostro Parlamento, ci ha dato questo incarico e noi andiamo avanti decisi.

Non credo, sinceramente, anche se qualcuno lo paventa, che un’eventuale vittoria della sinistra, un andamento diverso delle elezioni, possa comportare autonomamente lo stop di un progetto già avviato, sarebbe una decisione molto penalizzante, ma penalizzante per tutti, non soltanto per una parte o per l’altra.

Questo è un progetto in fase di realizzazione, è il più grande progetto che ci viene invidiato fuori dall’Italia. Perché mai renderlo ostaggio di una situazione politica?“.

ponte sullo stretto