“Le forze politiche, in ogni angolo del mondo, che speculano sulla guerra si commentano da sé e certamente non contribuiscono alla chiusura dei conflitti. Mi riferisco in particolare al presidente Sanchez che ha un problema evidente di consenso interno. Ha perso le elezioni, si è alleato con i separatisti che lo hanno abbandonato presto e quindi vive alla giornata, sperando di fare l’anti Trump per recuperare voti. Un’icona fallata che subito è stata adottata dalla sinistra italiana, specializzata nel ‘toppare’ i suoi riferimenti internazionali.
Il problema vero non è tanto che Trump non abbia avvisato l’Italia, perché quando si muove guerra al tempo dei social non si danno troppe comunicazioni, ma che non abbia avvisato la Gran Bretagna con cui il legame è storico e solido. Ricordo che la guerra in Iraq fu concertata tra George Bush e Tony Blair. La nostra capacità di difesa è ancora insufficiente, ma tuttavia aumentata rispetto ai governi di centrosinistra. Gli Stati aderenti alla Nato stanno aumentando le spese per la difesa in modo sostanziale, verso il 5% del Pil“. E’ quanto dichiarato dal vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo a Omnibus su La7.
“È vero quanto diceva prima il giornalista di Liberation che a Colle Oppio c’era lo slogan ‘Né Usa né Urss, Europa nazione’, ma ce ne era anche un altro: ‘Alleati sì, servi mai’, che non metteva in discussione l’alleanza con gli Usa, nel rispetto della dignità e dell’indipendenza nazionale e nella prospettiva di un’Europa ancora da costruire con una politica estera e una difesa comuni. La preoccupazione per il conflitto in Iran c’è, ma sono rassicurato dal fatto che abbiamo un governo forte, rispettato e stabile come mai dal secondo dopoguerra. E in questa cornice di autorevolezza va inquadrata l’iniziativa presa ieri dal presidente Giorgia Meloni con la cosiddetta E4, l’iniziativa di coordinamento tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito per gestire le complessità di questa guerra e i suoi effetti sulle economie continentali”, ha concluso Rampelli.


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