Teheran potrebbe aver fatto autogol. La strategia dell’Iran nel rispondere ai raid del 28 febbraio, operati da USA e Israele, è stata soprattutto economica: una risposta che ha colpito i Paesi del Golfo, principali partner economici dell’Occidente in quanto a petrolio e GNL, in modo da innescare forti scosse economiche nei mercati con l’obiettivo di creare pressione internazionale, legata all’aumento insostenibile dei prezzi, affinchè gli USA fossero messi con le spalle al muro e decidessero di interrompere il conflitto.
Buon piano, ma forse solo in teoria. Secondo Reuters, infatti, i Paesi del Golfo Arabo, che inizialmente non hanno sostenuto gli USA nella guerra contro l’Iran, adesso starebbero esortando Trump a non fermarsi finchè l’Iran non sarà più in grado di minacciare le rotte petrolifere nella Regione.
Un ribaltamento di prospettive rispetto all’obiettivo iniziale dell’Iran che, dovesse verificarsi tale scenario, avrebbe ottenuto l’opposto di quanto sperato.


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