“Le forze armate statunitensi stanno proseguendo una serie di interventi militari finalizzati a limitare la possibilità per l’Iran di mettere in pericolo le rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più cruciali al mondo per il trasporto di petrolio“. Lo afferma Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), attraverso un videomessaggio diffuso sulla piattaforma X. “Finora, l’aeronautica, la marina e i marines hanno effettuato 6.000 missioni di combattimento. Non stiamo distruggendo solo missili e droni, ma tutta l’industria che li circonda, ed è qualcosa di completamente diverso. Abbiamo distrutto 100 navi iraniane”, evidenzia Cooper.
Nel suo intervento, Cooper ha sottolineato che “gli Stati Uniti intendono continuare a intervenire con rapidità contro le risorse militari iraniane che potrebbero compromettere la sicurezza della navigazione nella zona”. Cooper ha inoltre precisato che “i raid statunitensi condotti venerdì sull’isola di Kharg, principale centro per l’export petrolifero iraniano, hanno preso di mira oltre 90 installazioni militari. Tra gli obiettivi colpiti vi erano depositi sotterranei destinati allo stoccaggio di mine navali e missili, strutture ritenute essenziali per eventuali azioni iraniane contro il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz”.


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