“È una guerra che noi non abbiamo voluto, alla quale siamo assolutamente estranei, non intendiamo parteciparvi“. È quanto ribadito a Mattino Cinque dal vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando che “ieri abbiamo dato un contributo fondamentale all’Unione Europea per inviare un messaggio forte perché si arrivi a una moratoria degli attacchi alle basi, ai centri da dove si estrae il petrolio o da dove parte il gas. E’ un messaggio che punta a ristabilire una situazione di maggior tranquillità e siamo impegnati per una de-escalation“. L’Europa comincia a voler essere protagonista, ha aggiunto Tajani, “impegnandosi assieme all’Italia, con il documento che ha firmato insieme ad altri Paesi, per una garanzia per il traffico marittimo a Hormuz, una volta finita la guerra“.
Prima di tutto questo, ha aggiunto il ministro, “l’Iran non deve attaccare più Paesi come quelli del Golfo, che sono i nostri amici e nostri alleati. L’Iran deve chiudere la stagione del nucleare, la bomba atomica non può essere più parte del progetto e deve smettere di attaccare paesi che non hanno nulla a che vedere con la guerra, compresa la Turchia, che è un paese Nato, e Cipro, che è un paese dell’Unione Europea.
Il tentativo di creare il caos nell’area è inaccettabile. Ieri sono stati arrestati nel Golfo alcuni terroristi di una cellula iraniana. Detto questo, gli americani devono comprendere che a un certo punto si deve costringere l’Iran ad arrivare a un accordo e trovare una soluzione per Hormuz. Giunti al cessate il fuoco, l’Italia potrà partecipare ad iniziative più ampie delle Nazioni Unite per garantire il trasporto marittimo a Hormuz“.


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