In un’intervista a Federico Capurso de “La Stampa”, il Governatore della Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, detta la linea: “dobbiamo aprire le porte, essere più inclusivi”. “Tajani non è in discussione, ha fatto un lavoro straordinario tenendo a galla il partito dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi e se non si è raggiunto l’obiettivo del 20% che aveva fissato, è responsabilità di tutti”, rimarca.
“Aprire una breccia nel centrodestra sui diritti civili”
“Forza Italia è sempre stata un partito innovativo. Si devono affrontare temi liberali e riformisti che oggi non vengono rappresentati da nessuno. Forza Italia non rappresenta temi liberali? Non lo sta facendo abbastanza. Noto che si è spesso più attenti a difendere gli interessi delle corporazioni che non gli interessi dei cittadini. E poi, sui diritti civili viviamo un’epoca nella quale la sfera della sessualità è vissuta in maniera diversa; Forza Italia dovrebbe interpretare il cambiamento anche lì, aprire, su questi temi, una breccia all’interno del centrodestra”, sottolinea Occhiuto.
Figli di Berlusconi
“A Forza Italia non serve una guida carismatica, perché nessuno potrà mai eguagliare il carisma di Silvio Berlusconi. Quanti partiti costruiti su una leadership forte poi sono andati in difficoltà quando quel segretario si è offuscato? Noi siamo liberali. E trovo naturale che i figli di Berlusconi siano interessati al futuro del partito, la creatura alla quale il padre era legato“, prosegue Occhiuto.
Gruppi parlamentari
“Gasparri e Barelli? La discussione su un cambio al Senato era partita prima del referendum ma non ha a che fare con la sconfitta. Gasparri va ringraziato per il lavoro che ha fatto da presidente dei senatori e per quello che fa nel partito, è una grande risorsa, ma sono state avanzate proposte. Stefania Craxi, per esempio, è una forte interprete riformista e liberale. Cambiare la guida dei gruppi parlamentari, comunque, non mi sembra un tema decisivo”, aggiunge Occhiuto. “Se Barelli deve restare al suo posto lo decideranno i deputati. Il punto è che serve il coraggio di aprire il partito, lasciando perdere congressi e tesseramenti”, spiega Occhiuto.
Congressi e tessere
“Congressi e tessere? Sono strumenti novecenteschi, vecchi. Già allora i congressi erano fonte di patologie. Con il tesseramento si costruivano potentati e questi portavano a degenerazioni. Sta accadendo anche dentro Forza Italia. Rilevo che il nostro partito ha oggi raggiunto i 250 mila tesserati, tanti quanti quelli di Fratelli d’Italia, ma le percentuali di consenso mi sembrano piuttosto diverse. Sarebbe utile lasciare da parte l’ansia per le tessere e i congressi, e avere un po’ di ansia in più per i temi liberali. Dobbiamo ripensarci come partito smart, moderno, anche nella comunicazione politica”, puntualizza Occhiuto.
Meloni
“Dimissioni del Delmastro, Bartolozzi e Santanchè? Meloni ha guidato la coalizione anche sopperendo alla mancanza di alcuni ministri. Io sono garantista: un avviso di garanzia non comporta automaticamente dimissioni, ma è giusto che ciascuno autonomamente decida come vuole e nell’interesse della stabilità del governo. Il fatto di stare in una coalizione, poi, vuol dire che non tutti abbiamo le stesse sensibilità“, afferma Occhiuto.
Giovani ed elezioni anticipate
“Credo sarebbe stato certamente utile chiedersi perché tanti giovani non si sentono rappresentati oggi dal centrodestra”, rimarca Occhiuto. “Elezioni anticipate? In un anno di legislatura si può fare moltissimo, non perderei questa occasione. Giorgia Meloni è bravissima e non ha bisogno dei miei consigli, ma fossi in lei andrei avanti, anche per raccogliere quello che si è seminato finora”, conclude Occhiuto.


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