Possono toglierci tutto, tranne la dignità, il fuoco e l’odore del mare. L’ultima vignetta dell'”Anonimo reggino” omaggia Otello Profazio e prende di mira gli ultimi 12 anni di gestione cittadina a firma Falcomatà. Oltre un decennio in cui la città è scivolata in fondo alle classifiche nazionali per la qualità della vita, è aumentata la frustrazione di alcuni reggini, mentre altri si sono narcotizzati e adattati alla realtà che gli è stata imposta, incapaci ormai di reagire.
Il vignettista anonimo si rivolge a loro. “Cordialissimo direttore di StrettoWeb. La ringrazio calorosamente per lo sfogo di un ‘reggino’, stanco nel vedere la Sua città annientata dall’ipocrisia, ingordigia e speculazioni. Sono stanco di vivere nel ricordo di una bellezza persa nel tempo. Sono stanco di vedere la gente insoddisfatta e rassegnata che non alza più neanche lo sguardo o la propria voce per risolvere il paradosso. Voglio salutarvi, omaggiando il grande maestro Otello Profazio con questa vignetta, dal sapore amaro, ma dal retrogusto dolce. A presto”.


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