Questa mattina, l’Aula Magna 1 del Dipartimento di Economia, dell’Università di Messina, ha ospitato un incontro sul tema “Diritto alla sicurezza e Protezione civile”. Sono interventi: la prof.ssa Giovanna Spatari, Rettore, il prof. Gustavo Barresi, Direttore Dipartimento di Economia, l’arch. Giovanni Lazzari, Presidente Ordine degli Architetti di Messina, l’avv. Paolo Vermiglio, Presidente Ordine degli Avvocati di Messina. Hanno relazionato il prof. Pierangero Grimaudo, docente UniMe e il Sen. Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare.
“Dobbiamo riconoscere che il rischio esiste e imparare a conviverci”
“Dobbiamo riconoscere che il rischio esiste e imparare a conviverci. Se metà delle risorse spese per la ricostruzione fossero state destinate alla prevenzione, che è una priorità, oggi probabilmente avremmo meno danni e meno vittime”. È quanto ha affermato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci intervenendo a Messina.
Musumeci su Niscemi
“A Niscemi sono stati stanziati 150 milioni per regimentare le acque a valle e demolire le case che dovevano essere demolite 30 anni fa. C’è l’inchiesta della magistratura che fa il suo corso per capire chi doveva intervenire in questi trent’anni e non lo ha fatto”, evidenzia il ministro Nello Musumeci. “Se la prevenzione – prosegue – non è una priorità ci facciamo accompagnare dal fatalismo dalla rassegnazione e dal luogo comune tutto questo poi porta alle conseguenze che abbiamo conosciuto. Mi domando è calato il sipario il silenzio assordante su Niscemi dopo 2-3 anni già nel 2002- 2003 non se ne parlava più“, evidenzia Musumeci.
“Perché nel 2005 la commissione tecnico scientifico disse attenzione qui non si può intervenire per frenare la frana possiamo soltanto salvare il salvabile? Perché a Niscemi su quelle case si continuava a fare mercato di compravendita? Perché si autorizzavano ristrutturazioni; cosa è accaduto? Perché la gente dice: dovevano mettere 1000 alberi e non li hanno messi e intervenire subito e non lo hanno fatto né prima né dopo? La risposta non la dà la politica ma la magistratura. Bisogna capire perché in trent’anni chi doveva fare il proprio dovere non lo ha fatto, perché tanto silenzio”, conclude Musumeci.






Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?