Dire No alla guerra, facendo la guerra: l’assurdo pomeriggio di Roma. E sono anche quelli che non vogliono riformare la Giustizia: sarà un caso?

L'ennesimo corteo di Sinistra estrema e centri sociali, camuffato sotto la protesta contro Referendum e guerra, ha avuto come obiettivo - guardate un po' - l'attacco al Governo Meloni

  • disordini corteo roma contro guerra e referendum
    Foto Ansa
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“Voi chi siete?”. “Quelli che non vogliono la guerra!”. “E come lo volete dimostrare?”. “Facendo la guerra!” E sono anche quelli che non vogliono riformare la Giustizia. Non è un modo di dire, è proprio la realtà. L’ennesimo corteo di Sinistra estrema e centri sociali, camuffato sotto la protesta contro Referendum e guerra, ha avuto come obiettivo – guardate un po’ – l’attacco al Governo Meloni. Come i cortei contro il Ponte sullo Stretto, proPal, su Askatasuna. Sempre la solita storia. Oggi pomeriggio, nella manifestazione a Roma, sono stati date alle fiamme delle immagini raffiguranti il presidente del Consiglio Giorgia Meloni mentre teneva al guinzaglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rappresentato con una museruola, accompagnata dalla frase “no al vostro referendum”.

Poco dopo è stato dato alle fiamme anche un altro manifesto che mostrava Meloni mentre stringe la mano al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sotto campeggiava la scritta “no al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”. Gli organizzatori? Potere al popolo. Presenti anche movimenti proPal e centri sociali. Insomma, il solito “mappazzone” per protestare contro tutto e in realtà contro niente. Praticamente: fare la guerra. E se sono gli stessi che non vogliono riformare la Giustizia, forse, non sarà un caso…

A corredo dell’articolo, alcune immagini del corteo.