Si chiude sotto i riflettori del Vaticano l’esperienza giubilare di Francesco Congiusta, il ventenne di Siderno (RC) che ha prestato servizio nel cuore della macchina organizzativa dell’Anno Santo. Sabato 10 gennaio 2026, nell’Aula Paolo VI, il giovane calabrese è stato ricevuto in Udienza Speciale insieme agli altri collaboratori. Francesco ha vissuto l’Anno Santo da protagonista attivo. La sua dedizione è stata premiata con l’invito di Papa Leone XIV, un momento che segna il coronamento di un percorso umano e spirituale.
La notizia ha suscitato profondo orgoglio nella Locride. Con la chiusura ufficiale della Porta Santa, Francesco rientra in Calabria portando con sé il ringraziamento del Santo Padre. In un’epoca spesso segnata dal relativismo, la figura di Congiusta emerge per la chiarezza delle sue convinzioni: la difesa delle radici cristiane e l’amore per la Patria sono stati il motore che lo ha spinto a dedicare mesi alla causa giubilare. Una testimonianza preziosa, che dimostra come la gioventù calabrese sia fatta di valori solidi, fede e spirito di servizio, offrendo un’immagine della regione lontana dai soliti pregiudizi.
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