Da Picierno a Pisapia, da Ceccanti a Minniti, da Martelli a Concia. I Sì a Sinistra sul Referendum per la Giustizia, quelli dichiarati, non sono pochini, non si contano sulle dita di una mano, ma sono più di quanto si potesse pensare. E ne esistono tanti altri. Sono di quelli che voteranno Sì ma terranno il voto segreto, per evitare “problemi”. Ieri Meloni ha dichiarato: “posso confermare che ci sono molti Magistrati che voteranno Sì ma non lo dichiarano, fa riflettere il fatto che abbiano timore nel farlo. Se alcuni non lo dichiarano evidentemente temono delle ripercussioni”.
Una frase che fa riflettere, ma che è anche indicativa del clima di questa vigilia, a pochi giorni dal voto. Di certo c’è chi lo ha già detto, e non solo politici. C’è chi a Sinistra voterà Sì e lo motiva anche. E lo fa perché – com’è normale che sia, e come ribadito ampiamente – non è un voto per Meloni o per Schlein, per Destra o Sinistra, ma per riformare la Magistratura. Singolare, e pesante, ad esempio, la motivazione di Danilo Toninelli, storico esponente del primo M5S. “Se metti il sorteggio non c’è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno. Quindi è una cosa migliorativa e tecnicamente quello che dice la Meloni è vero“ ha ammesso Toninelli a Radio Cusano.
In un successivo video, poi, Toninelli ha anche lanciato una clamorosa stoccata al M5S: “io faccio parte del Movimento 5 Stelle e condivido ancora oggi l’idea che sarebbe meglio estrarre i parlamentari tra tutti gli italiani maggiorenni, che farli mandare in Parlamento attraverso le liste bloccate tanto amate da tutti i leader politici, Conte compreso, ok? Un principio straordinario che io non rinnego. I traditori, quelli veri, sono quelli che hanno rinnegato quei valori straordinari che erano nostri e li hanno rinnegati per convenienza”.


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