Crosetto alla Camera: cosa può costringere l’Italia a entrare in guerra, le basi USA e la strategia dell’Iran

Le comunicazioni di Crosetto alla Camera sulla guerra in Iran: l'articolo 5 della Nato può costringere l'Italia ad entrare in guerra al fianco degli alleati. Dagli USA nessuna richiesta di utilizzo delle basi italiane e un'analisi interessante sulla strategia economica dell'Iran

Il ministro Crosetto è intervenuto alla Camera pera fare chiarezza sulla guerra in Iran e la posizione dell’Italia. “Avevamo in quell’area – interessata dalla crisi in Medioriente – prima che scoppiasse il conflitto 2.576 persone e nei giorni scorsi abbiamo intrapreso nuove misure per adeguare la nostra presenza: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita per alleggerire il dispositivo: dei 321 ne rimarranno 82. Discorso analogo in Qatar, dove 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. Anche in Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale a causa della momentanea inattività del comando.

In Libano, alla luce degli ultimi sviluppi, stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni anche di personale civile. A Erbil avevamo già agito prima dell’inizio del conflitto, operando una riduzione significativa e una dispersione del personale, facendo rientrare in Italia 102 militari e trasferendone in Giordania 75; anche relativamente ai velivoli avevamo già trasferito in un’altra sede prima dell’inizio degli scontri i c27 e i 5 elicotteri“.

“Guerra diversa che punta a creare caos e complessità economiche”

Crosetto ha sottolineato “l’evoluzione di questa guerra, molto diversa da quella che era stata precedentemente. Basti pensare – ha spiegato – che hanno subito molti più attacchi gli Emirati che non Israele. Gli attacchi dell’Iran si sono concentrati su paesi che non partecipano alla guerra. Non può colpire con i droni Israele, perché la distanza e il tempo di percorrenza dei droni consentirebbero facilmente di essere intercettati, e quindi sta colpendo le nazioni vicine, dimostrando di avere una strategia completamente diversa da quella dell’altra volta, che è quella di creare caos, creare delle complessità economiche“.

Italia in guerra? L’articolo 5 parla chiaro

Crosetto sottolinea un caso nel quale l’Italia sarebbe costretta a entrare in guerra. “La preoccupazione – ha spiegato Crosetto – è che questi attacchi, che sono stati fermati, hanno colpito basi europee e basi Nato, come Turchia e Cipro. In tutti e due i casi, qualora, e non è stato ritenuto così, si trattasse di un vero e proprio attacco contro quelle nazioni da una parte l’articolo 5 della Nato dalle 7 dell’unione europea, ci obbligherebbe a essere al loro fianco. Ma il tema più grande della preoccupazione è che in questa crisi se ne possono innestare e alimentare altre, quelle in corso, come quella in corso sul fronte est“.

“Coordinamento tra ministeri Difesa per seguire crisi, aiuto sicurezza a Cipro”

Abbiamo deciso di formare un coordinamento permanentemente tra i ministeri della Difesa per seguire questa crisi. E’ il motivo per cui ieri, parlando con il ministro spagnolo, abbiamo deciso che all’interno dell’Unione europea aveva senso dare un segnale verso Cipro e quindi probabilmente, italiani, francesi, olandesi, spagnoli porteranno un aiuto a Cipro in questo momento, l’aiuto di sicurezza“, ha dichiarato Crosetto. “E’ un momento molto difficile. Dobbiamo quindi rivalutare complessivamente i nostri assetti nella regione con alcuni obiettivi, la protezione intanto delle nostre missioni, dei nostri connazionali, a tutela degli interessi nazionali, e rispondere alle richieste dei paesi in difficoltà. Occorre infatti disporre nell’area di ulteriori presidi per i nostri contingenti, per i nostri connazionali e per contribuire a contrastare una incipiente crisi finanziaria ed energetica“.

La crisi in corso mette a rischio il medio oriente ma sta già producendo effetti economici – continua – Tutti abbiamo ricevuto richieste di aiuto da parte dei Paesi del Golfo e tutti insieme valutando insieme l’evolversi della situazione anche per dividersi la responsabilità. Non possiamo aiutare tutti, per questo sono in stretto contatto con i miei omologhi, il tavolo è formato e permanente e lo stiamo allargando anche agli altri paesi. Ieri ho scritto all’alto rappresentante dell’Unione europea Kallas, proponendo una valutazione generale e una strategia generale a livello europeo. È il tentativo di costruire almeno una strategia che non sia di singole nazioni ma che in qualche modo metta almeno dal punto di vista militare insieme tutta l’Europa. Ciò che serve è la responsabilità, la coerenza, la capacità di agire con rapidità ma dentro una visione che l’Europa deve avere e in qualche modo deve essere condivisa“.

Con Spagna, Francia, Olanda, noi nei prossimi giorni manderemo assetti navali a protezione di Cipro“, ha aggiunto.

Nessuna richiesta di concessione basi a USA, Italia non è in guerra

La presenza delle basi statunitensi sul territorio nazionale è disciplinata da norme internazionali che valgono da oltre 70 anni“. E’ il frutto di “una scelta non di questo governo, ma delle scelte compiute dall’Italia nell’ambito della propria appartenenza alla Nato, sin dalla metà del secolo scorso. Le installazioni operano in Italia in forza di un quadro giuridico molto preciso“, “strumenti che nessun governo nello scorso dei decenni ha mai messo in discussione né cambiato e hanno garantito equilibrio tra cooperazione alleata e tutela della sovranità nazionale“.

A oggi non c’é un tema di basi da concedere, qualora dovessero emergere domande di questo tipo chiaramente saremmo qua, ma a oggi non è successo – sottolinea – L’Italia non è in guerra e non è stata coinvolta. Sta cercando di gestire e mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche, le conseguenze di un conflitto preoccupante e dirompente“.

“Chiesto a capo smd innalzare protezione rete difesa aerea e antibalistica”

Alla luce di quanto accaduto in Turchia e Cipro, ho dato mandato e chiesto al capo dello Stato Maggiore della Difesa di innalzare a livello massimo il livello di protezione della rete di difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli Alleati e la Nato perché, quando dico che di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto, tutto può essere aspettato“, ha dichiarato Crosetto.