“Cresce l’occupazione femminile in Calabria e aumenta il peso delle donne nel sistema produttivo regionale, ma il divario con gli uomini e con la media nazionale resta ancora molto ampio”. È il quadro che emerge dall’analisi dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria in occasione della Giornata internazionale della donna. “Nel 2024 – rimarca l’analisi – il tasso di occupazione femminile in Calabria ha raggiunto il 35,8%, il valore più alto registrato negli ultimi anni. Nonostante questo risultato, la regione si colloca al penultimo posto nella classifica nazionale e continua a registrare un forte divario rispetto all’occupazione maschile, con una differenza di 26 punti percentuali”.
Nei primi nove mesi del 2025, rileva Confartigianato, “in Calabria si contano 206mila donne occupate, di cui 170mila lavoratrici dipendenti e 37mila autonome. L’occupazione femminile registra una crescita del 4,9%, superiore a quella degli uomini (+3,9%). L’incremento riguarda soprattutto il lavoro dipendente (+5,7%), mentre quello indipendente segna un aumento dell’1,3%”. Analizzando i dati del 2024 emerge come, a livello provinciale, “il dato più alto si registri a Catanzaro con il 41,3%, seguita da Vibo Valentia con il 39,3%. Due territori, Reggio Calabria e Vibo Valentia, hanno raggiunto nel 2024 il valore massimo del tasso di occupazione femminile registrato negli ultimi anni. Tuttavia il quadro territoriale resta molto disomogeneo: Crotone, Cosenza e Reggio Calabria figurano tra le ultime dieci province italiane per occupazione femminile, segnale di un ritardo strutturale che continua a caratterizzare alcune aree della regione”. Lo studio di Confartigianato Imprese Calabria sottolinea inoltre come “il divario tra occupazione femminile e maschile resti molto marcato. Il gap più elevato si registra nella provincia di Crotone, dove supera i 36 punti percentuali, mentre il più contenuto si registra a Reggio Calabria con circa 21,6 punti”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?