Un incendio ha interessato la copertura di uno dei ‘monoblocchi‘ dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Una colonna di fumo era visibile sul tetto dell’edificio F3 in cui si trovano gli impianti di climatizzazione. A scopo precauzionale alcuni locali sottostanti sono stati fatto evacuare con la collaborazione della polizia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. L’incendio che ha causato l’emissione di fume nero potrebbe stato causato dal surriscaldamento degli impianti di areazione. La zona e la struttura interessate dall’incendio saranno sottoposte a sequestro per analizzare le cause del rogo.
Azienda ospedaliera Cannizzaro: “avviato ritorno alla normalità”
Nessuna persona è stata intossicata o ferita nell’incendio al Cannizzaro e dopo le verifiche di agibilità, è stato già avviato il ripristino della normale attività di reparti e ambulatori. Lo rende noto l’azienda ospedaliera di Catania che ricostruisce quando accaduto.
“Nel primo pomeriggio di oggi, dalla copertura del monoblocco F3 dell’ospedale Cannizzaro di CATANIA è fuoriuscito fumo – si legge nella nota dell’azienda – che ha fatto scattare la procedura di sicurezza antincendio, con l’intervento del personale della manutenzione e l’allertamento dei vigili del fuoco e della polizia di Stato. Il personale sanitario ospedaliero nonché quello del Sistema 118 ha evacuato i pazienti, che sono stati trasferiti in altri reparti o temporaneamente in attesa al centro congressi, ed è stata sospesa l’attività ambulatoriale all’edificio F3. Dalle prime verifiche effettuate dal personale specializzato – è spiegato nella nota – a bruciare sarebbe stata la copertura di una conduttura all’interno di un cavedio al settimo e ultimo piano del monoblocco; sono comunque in corso approfondimenti”. “I tecnici – si sottolinea dall’ospedale Cannizzaro – sono intervenuti per isolare l’area più direttamente interessata e solo una parte del settimo piano rimane temporaneamente inibita”. “Ringraziamo i medici, gli infermieri e tutti gli operatori, nonché il personale della Polizia di Stato, che hanno gestito con estrema professionalità una situazione di emergenza – dice il direttore generale Salvatore Giuffrida – mettendo in sicurezza i pazienti e favorendo il tempestivo ritorno alla normalità”.


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