Clima teso in Consiglio regionale della Calabria durante la discussione sull’ordine del giorno relativo al ripristino dei sottosegretari. Il tema ha acceso il confronto politico sui costi delle nuove figure istituzionali. La legge, infatti, stabilirebbe, per ciascun sottosegretario una retribuzione lorda superiore ai 14 mila euro mensili, con una spesa complessiva che, secondo le stime, si aggirerebbe intorno al milione di euro all’anno anche se un emendamento della maggioranza ha tagliato i costi. Un dato che ha immediatamente sollevato le critiche delle opposizioni, che parlano “di un intervento non prioritario rispetto alle reali esigenze del territorio”. Durante il dibattito in Aula non sono mancati momenti di forte contrapposizione, con le minoranze che hanno “contestato l’opportunità politica del provvedimento, sottolineando come le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate ad ambiti ritenuti più urgenti“.
I consiglieri di opposizione abbandonano l’aula
Successivamente i consiglieri di opposizione, con in testa il capogruppo del Pd Alecci, hanno deciso di abbandonare l’aula per protesta mentre la maggioranza ha approvato la norma sottolineando la bontà del provvedimento.
Le opposizioni hanno annunciato la convocazione di una conferenza stampa dedicata immediata, con l’obiettivo di illustrare nel dettaglio le proprie posizioni e le criticità legate al provvedimento. Rinviato l’ultimo punto all’ordine del giorno relativo al sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi con Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea.
Falcomatà: “i sottosegretari sono figure assistenziali”
“Nel 1983 faceva il suo esordio sul grande schermo una commedia destinata a un successo straordinario, “Una poltrona per due”. Oggi, nel 2026, assistiamo invece sul grande schermo di questa Calabria straordinaria a quello che potremmo definire “una poltrona per altri quattro”, visto che oltre ai sottosegretari la giunta ha già aggiunto due assessori. Cari colleghi, quarant’anni dopo passiamo dalla coppia Eddie Murphy-Dan Aykroyd a quella Occhiuto-Mattiani, con l’unica enorme differenza che quel film produsse oltre novanta milioni di dollari di incasso, mentre questa legge produce almeno un milione di euro di costi per i calabresi”. Ha esordito così, con una provocazione cinematografica, il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà nel suo intervento in aula contro la reintroduzione dei sottosegretari.
Falcomatà ha poi sollevato un tema tecnico gravissimo riguardante le coperture finanziarie, chiedendo invano dove la maggioranza reperirà le risorse: “lo prendete dalle risorse che la Regione cofinanzia per i programmi comunitari FSE. State sottraendo ossigeno alla programmazione europea per finanziare figure che non hanno alcuna responsabilità amministrativa, né potere di firma, né di direzione. La relazione illustrativa non spiega nulla perché non c’è nulla da spiegare: questa è una legge senza senso che ci richiama alla canzoncina “Aggiungi un posto a tavola”. Abbiamo creato una sorta di specie estinta riproposta in vitro, un Jurassic Park della politica dove l’unica funzione descritta è quella di “coadiuvare il Presidente”. È la “104 della politica”, una funzione puramente assistenziale per delle figure che nei fatti sono dei portaborse che ce l’hanno fatta”.
“Mentre voi aumentate i costi della politica, a Reggio Calabria 40 dializzati rischiano di dover tornare a curarsi fuori città, con viaggi quotidiani della speranza a Messina, a Scilla o a Melito, perché un centro dialisi aspetta l’accreditamento da due anni, mentre l’Asp è impegnata a denunciare il Comitato di Polistena reo di aver difeso il diritto alla salute. I dati del PNRR ci dicono che sono in fase di collaudo solo 4 case di comunità su 61 e 3 ospedali di comunità su 21, col rischio concreto di perdere i fondi europei. È l’ennesima fotografia di una regione che anziché pensare alla cura delle persone pensa solo alla cura delle poltrone”, conclude Falcomatà.
“Pagina tristissima”
Il consigliere regionale, del M5S, Elisa Scutellà, va giù duro: “con quale faccia venite qui a proporci questa norma? Il presidente Occhiuto perché non l’ha detto in campagna elettorale? Non saremo complici di questa pagina tristissima della politica calabrese”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’altro consigliere regionale pentastellato, Elisabetta Barbuto.
Brutto: “la minoranza mistifica”
Angelo Brutto, consigliere regionale FdI, ha detto: “la minoranza mistifica, questa è l’applicazione di una norma di uno Statuto riformato e giudicato costituzionale. I sottosegretari prenderanno lo stipendio di un consigliere”. Poi Brutto ha annunciato l’emendamento della maggioranza che vede tagliare i costi del provvedimento per circa 600 mila euro. A difendere la norma anche il consigliere Marco Polimeni (FI) e Orlandino Greco (Lega).
“Scelta anacronistica, dispendiosa e irresponsabile”
“Inutile paragonarsi ad Emilia Romagna e Toscana, dove il tasso di povertà è minimo rispetto al nostro che invece schizza al 49% e dove welfare e servizi funzionano per davvero. Se dobbiamo fare i paragoni facciamoli nel complesso e non solo prendendo le voci che fanno comodo”, lo ha detto il consigliere regionale Rosellina Madeo del Pd. “Aggiungere 4 nuove figure con relativo dispendio economico significa commettere un oltraggio al buon senso. Il Presidente non tradisca il corpo elettorale, che ha ribadito il consenso proprio in virtù del lavoro svolto con la giunta precedente di sette assessori, e ritiri questa legge”, puntualizza Madeo.
“Operazione politica per l’equilibrio dei poteri”
Il consigliere Enzo Bruno (Tridico Presidente) ha affermato: “la maggioranza ha dimostrato di avere una fantasia spiccata nel dare alla proposta il titolo che è stato dato ‘manutenzione normativa’ al posto della rappresentazione reale di quanto prevede. Trattasi della previsione di figure ibride che non hanno competenze dirigenziali né assessorili. I calabresi debbono sapere che trattasi di una operazione politica per l’equilibrio dei poteri all’interno della maggioranza. Operazione che costa un milione di euro per anno”.
“Respinti in commissione gli emendamenti presentati dalla minoranza in sede di approvazione. Precisa che alla somma dovrà essere aggiunta anche quella prevista per l’aumento dei componenti della Giunta regionale, i calabresi avrebbero, invece diritto alla sanità, allo studio, al lavoro, alla tutela del territorio. Bisogna dire “basta” allo spreco di risorse. Non è chiara neanche la funzione di due figure che non hanno nulla a che vedere col buon governo, trattasi di un atto di forza che non incontrerà il favore dei calabresi”, conclude Bruno.
Le spiegazioni del consigliere Filippo Pietropaolo
Il consigliere regionale e presidente della commissione bilancio, Filippo Pietropaolo, ha chiarito alcuni aspetti legati ai costi del provvedimento. “L’orientamento è quello di utilizzare risorse interne alla regione per le strutture dei sottosegretari. L’idea è quella di cooptare dipendenti già in servizio”, ha precisato, evidenziando un taglio dei costi.
Gli interventi
Giuseppe Ranuccio (Pd) ha parlato di figure “ambigue e ibride”, riferendosi ai sottosegretari, mentre Filomena Greco (Casa Riformisti – Italia Viva) rivolta alla maggioranza ha aggiunto che “non si capisce, in questa legge, che cosa andranno a fare”. Ernesto Alecci (Pd), prima che l’intera minoranza abbandonasse l’Aula, ha proposto “che la Calabria faccia come fatto in Toscana, dove l’introduzione dei sottosegretari è avvenuta in invarianza finanziaria”.














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