Calabria, la denuncia delle sigle sindacali: “silenzio istituzionale su 300 lavoratori idraulico-forestali precari”

Le sigle sindacali FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL denunciano il silenzio istituzionale sul caso di 300 lavoratori appartenenti al bacino della legge x 15 impiegati in attività idraulico-forestali

Le scriventi Organizzazioni Sindacali territoriali di categoria, Antonio Pisani FAI CISL, Alessia Costabile FLAI CGIL e Antonio De Gregorio UILA UIL di Cosenza denunciano con forte preoccupazione il silenzio istituzionale registrato a seguito della richiesta di incontro unitario inviata in data 9 marzo 2026 all’Assessore regionale all’Agricoltura e alla Montagna Gianluca Gallo e al Direttore Generale di Calabria Verde, Giuseppe Oliva. Ad oggi, infatti, non è pervenuto alcun riscontro ufficiale, una situazione che sta generando forti fibrillazioni tra i lavoratori interessati. La tensione è sfociata questa mattina in una manifestazione spontanea di un nutrito gruppo di operai che si è recato presso il distretto di Calabria Verde a San Giovanni in Fiore per rappresentare con forza la propria condizione di disagio e disperazione“. È quanto dichiarato da Antonio Pisani per FAI Cisl Cosenza, Alessia Costabile per FLAI CGIL Cosenza e Antonio De Gregorio per UILA UIL Cosenza.

Parliamo di circa 300 lavoratori appartenenti al bacino della legge ex 15, impiegati nelle attività di lavori idraulico-forestali: precari e a tempo determinato, operanti nelle aree interne della provincia di Cosenza, territori già fragili e segnati da spopolamento e dissesto idrogeologico. Si tratta di lavoratori fermi dal mese di novembre 2025 e, quindi, privi di reddito da mesi, con pesanti ricadute economiche sulle loro famiglie. Una condizione resa ancora più grave dall’attuale fase di aumento dei prezzi del carburante, dell’energia elettrica e dei beni di prima necessità, che sta aggravando ulteriormente la situazione economica di questi nuclei familiari, già fortemente esposti a condizioni di precarietà.

La richiesta di incontro avanzata dalle Organizzazioni Sindacali era finalizzata ad affrontare con urgenza questioni fondamentali: conoscere i tempi certi per l’apertura dei cantieri relativi all’annualità 2026; discutere la possibilità di incrementare il numero delle giornate lavorative, attualmente ferme a 102 annue (anno 2025), insufficienti a garantire e soddisfare i bisogni primari di tante famiglie; definire sin dall’avvio delle attività una programmazione chiara degli assetti occupazionali, assicurando equità nella distribuzione del lavoro e coerenza con le esigenze del territorio“.

La mancata risposta istituzionale, a pochi giorni dall’apertura dei cantieri, è un segnale estremamente preoccupante, soprattutto alla luce delle crescenti difficoltà economiche che le famiglie stanno vivendo e delle emergenze territoriali, come dimostrato anche dai recenti eventi alluvionali che hanno colpito le aree di Sibari e Tarsia. Come Organizzazioni Sindacali esprimiamo forte preoccupazione per l’assenza di interlocuzione e ribadiamo la necessità di un confronto immediato e concreto. In assenza di un riscontro celere, saremo costretti ad attivare tutte le misure e le azioni sindacali necessarie a tutela dei lavoratori“, concludono le sigle sindacali.