Bufera sul viceministro Cirielli, incontra l’ambasciatore russo: “la Farnesina ne era al corrente”. Le opposizioni durissime: “si deve dimettere”

Cirielli: “falso che il presidente Giorgia Meloni sia arrabbiata con me, falso che la Farnesina non sapesse. La ricostruzione di un'arrabbiatura di Meloni è completamente fantasiosa"

Bufera sul viceministro Edmondo Cirielli con polemiche con le opposizione a causa di un incontro, avvenuto tempo fa, con l’ambasciatore russo. Cirielli a “La Presse” spiega: “l’incontro era noto alla Farnesina e risale a diversi mesi fa. Non si tratta di un’anomalia: è prassi che i viceministri incontrino ambasciatori regolarmente accreditati di Paesi con cui i rapporti sono complessi, anche per non esporre direttamente il ministro”.

“Falso che Meloni sia arrabbiata con me”

“Falso che il presidente Giorgia Meloni sia arrabbiata con me, falso che la Farnesina non sapesse. La ricostruzione di un’arrabbiatura di Meloni è completamente fantasiosa. Subito dopo, tra l’altro, sono stato con lei in Etiopia. L’incontro con l’ambasciatore è avvenuto il 3 febbraio e non c’è stato alcun problema. Hanno partecipato anche due funzionari del ministero degli Esteri, uno della Direzione generale per gli Affari politici, che hanno preso nota formale di quello che veniva detto. È stata redatta una nota formale dell’incontro, quindi era tutto assolutamente alla luce del sole”, evidenzia il viceministro.

“Quando un’ambasciata chiede un incontro a livello governativo, spesso non è il ministro a riceverli ma il viceministro – spiega all’Adnkronos – È normale che sia io ad ascoltare gli ambasciatori, soprattutto quando si tratta di rapporti complessi. Sono diplomatici accreditati e fanno il loro lavoro. Tajani non mi ha chiamato”.

“Non è la prima volta che vedo l’ambasciatore russo”

“Non è la prima volta che vedo l’ambasciatore russo, anche in passato mi aveva chiesto un incontro. È normale che accada: quando chiedono un confronto con il governo, di solito li ricevo io. Contenuti? In genere gli ambasciatori vengono a rappresentare le loro posizioni quando ritengono che ci siano state tensioni o episodi che, secondo loro, hanno penalizzato il loro Paese. In questo caso mi pare facesse riferimento ad alcuni episodi legati a proteste o manifestazioni. Nulla di particolare: fanno il loro lavoro di ambasciatori“, evidenzia Cirielli.

Tajani: “polemica inutile”

Il ministro Antonio Tajani è chiaro e difende Cirielli: “è una polemica inutile perché il viceministro Cirielli ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica Italiana, noi non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa. L’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, la stessa che ha ribadito cinque minuti fa a Rutte. Non si è svolta in segreto, si è svolta al ministero degli Esteri, il viceministro era assistito da funzionari della Farnesina, quindi tutto alla luce del sole”.Non c’è nessun segreto. Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Russia. Ricevere un ambasciatore per dirgli qual è la posizione italiana è normale. Abbiamo ricevuto anche l’ambasciatore iraniano”, rimarca Tajani.

Tutte le reazioni

“Dell’incontro fra Cirielli e l’ambasciatore russo lo abbiamo scoperto soltanto oggi, abbiamo già depositato una interpellanza. Se il governo sta riaprendo o riavvicinando le relazioni diplomatiche con la Russia si allontana dalla posizione unitaria dell’Ue, e deve fare chiarezza su cosa hanno discusso l’ambasciatore russo e Cirielli”, afferma il segretario del Pd Elly Schlein a Tagadà su La7.

“Se un viceministro incontra l’ambasciatore russo non ci sono questioni. Se ne deve andare. Altrimenti ci troveremmo di fronte al governo più filorusso di Europa, accanto a Orban. Via Cirielli”, commenta sui social il senatore dem Filippo Sensi. “L’incontro rappresenta un fatto grave che non può essere archiviato con il silenzio o con spiegazioni evasive. Ogni interlocuzione istituzionale con rappresentanti del Cremlino deve avvenire nella massima trasparenza. Per questo motivo è necessario chiarire immediatamente. Delle due l’una: o il presidente del Consiglio Giorgia Meloni era informata e ha ritenuto opportuno non rendere pubblico un confronto con il rappresentante diplomatico di un paese che sta minando la sicurezza europea, oppure non esercita un controllo sull’operato dei viceministri del suo governo. Entrambe le ipotesi sarebbero estremamente preoccupanti”, afferma l’europarlamentare Pina Picierno.

Per il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva che chiede “a che titolo il viceministro Cirielli avrebbe incontrato l’ambasciatore russo in Italia? Per quali finalità e con quali obiettivi? Si tratta, se la notizia fosse confermata, di un doppio salto di qualità, diplomatico e politico”. Matteo Renzi, ex premier e leader di Italia Viva, evidenzia: “penso che qualcuno dovrebbe dire a Tajani che fa il ministro degli Esteri, quindi diteglielo con le buone, diteglielo con un po’ di dolcezza perché non vorrei che ci rimanesse male. Non dico di sapere cosa fanno gli israeliani quando bombardano in Iran, a lui non lo dicono, ma almeno di sapere che cosa fa il suo viceministro, potrebbe essere un’idea. Svegliate il soldato Tajani”. Chiede le dimissioni di Cirielli il leader di Azione, Carlo Calenda.