La situazione meteorologica nell’estremo Sud Italia sta precipitando verso una fase di criticità assoluta mentre il Ciclone Polare Deborah sposta il suo raggio d’azione verso lo Jonio. In queste ore, la città di Cosenza è già colpita da una pioggia a dirotto che sta saturando i terreni, ma si tratta solo del preludio a un cambiamento ben più drastico. I modelli matematici e le osservazioni in tempo reale confermano che il fronte freddo principale valicherà il Pollino e si getterà sulla Calabria e sulla Sicilia nelle prossime tre ore. Questo passaggio segnerà la fine delle piogge di stampo autunnale per lasciare spazio a un’irruzione d’aria artica capace di far crollare le temperature di oltre dieci gradi in pochissimo tempo, trasformando l’acqua in neve fin verso le colline.
Neve storica a bassa quota: Sila, Aspromonte e Madonie sotto la bufera
L’impatto del Ciclone Polare Deborah sarà particolarmente cruento sui rilievi montuosi delle due regioni, dove tra stasera e la giornata di domani, venerdì 27 marzo, cadrà una quantità di neve impressionante. La quota neve subirà una flessione vertiginosa, attestandosi mediamente tra i 400 e i 500 metri di altitudine. Questo significa che non solo le vette del Pollino, della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte in Calabria, o l’Etna, i Peloritani, i Nebrodi e le Madonie in Sicilia, saranno seppellite da oltre un metro di coltre bianca fresca, ma anche molti comuni collinari si ritroveranno isolati sotto vere e proprie bufere di neve. Gli accumuli previsti sono talmente abbondanti da far presagire una situazione di emergenza per la viabilità interna, con il rischio concreto di blackout elettrici e blocchi stradali prolungati.
Allarme mareggiate nel Basso Tirreno: coste flagellate da onde giganti
Se la neve spaventa le zone interne, le aree costiere si preparano a fronteggiare la furia degli elementi marini. Il gradiente barico generato dal Ciclone Polare Deborah sta innescando venti impetuosi che soffieranno con forza di tempesta. L’allarme per il vento impetuoso riguarda soprattutto il settore del Basso Tirreno, dove si svilupperanno mareggiate devastanti capaci di colpire duramente le infrastrutture portuali e i centri abitati sul mare. I territori provinciali di Trapani, Palermo e Messina sul versante siciliano, insieme a Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro (lametino) e Cosenza su quello calabrese, sono i più esposti alle tempeste di mare. Le onde potrebbero raggiungere altezze tali da causare gravi erosioni costiere e allagamenti nelle zone litoranee più basse.
Un venerdì di passione: la morsa del gelo non molla la presa
La giornata di domani, venerdì 27 marzo, rappresenterà il culmine di questa ondata di maltempo estremo. Il nucleo più freddo del Ciclone Polare Deborah stazionerà tra lo Stretto di Messina e il Mar Jonio, continuando a pompare umidità e gelo verso le coste e i rilievi. Si prevedono rovesci intensi che, data la bassissima quota dello zero termico, assumeranno carattere di neve tonda o graupel fin quasi sulle coste della provincia di Cosenza e Catanzaro. La persistenza dei fenomeni renderà estremamente pericolosa la circolazione stradale, specialmente sui valichi appenninici calabresi e sulle autostrade siciliane che attraversano i rilievi interni. La popolazione è invitata alla massima prudenza, poiché le condizioni di maltempo estremo si protrarranno con insistenza per tutto il weekend.
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