“1.000 nuovi occupati a Reggio Calabria”, presentato il progetto di Scopelliti sul lavoro in città: a chi è rivolto e come funziona

“1000 occupanti, nessuno escluso” riguarda la possibilità di occupazione per 1.000 giovani reggini. Nessuno escluso, appunto, perché il progetto è davvero aperto a tutti, anche ai detenuti

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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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  • presentazione progetto 1.000 occupati nessuno escluso Claudio Durigon in video collegamento
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Un progetto di rilancio del lavoro a Reggio Calabria, assediata dalla morsa della fuga dei giovani. A lanciarla, questa mattina, Giuseppe Scopelliti, insieme a Lega reggina e Reggio Futura. L’evento – “1000 occupanti, nessuno escluso” – riguarda la possibilità di occupazione per 1.000 giovani reggini. Nessuno escluso, appunto, perché il progetto è davvero aperto a tutti, anche ai detenuti. L’iniziativa è stata lanciata dalla sede di Confindustria, piena di cittadini, interessati e curiosi, che hanno ascoltato gli interventi dei relatori.

Scopelliti: “l’obiettivo è replicare la mia iniziativa del 2006”

L’obiettivo di questo progetto – ha detto Giuseppe Scopelliti – è quello, intanto, di elevare il dibattito della politica in città per superare la diatriba e i conflitti che i cittadini non guardano certamente di buon occhio e quindi si riparte da un’esperienza collaudata con la mia amministrazione nel 2006, ovvero obiettivo occupazione. Quel modello di occupazione che ha dato dei risultati importanti e significativi per 15 anni, per 300 ragazzi, che poi alla fine magari è venuto meno per una serie di difficoltà nel percorso finale, rimettendo in moto un progetto simile e andando ad attingere da delle risorse, che sono quelle della legge 246-89 del decreto Reggio”.

“Ci sono circa 200 milioni di euro non spesi in quel fondo della legge speciale. Quei soldi sono soldi della città. Qualcuno cerca di delegittimare l’obiettivo che vogliamo raggiungere dicendo che non ci sono i fondi, ma si tratta di fondi perenti, soldi della città che nessuno può toccare. L’obiettivo? Dobbiamo arrestare l’emorragia di migliaia di giovani. La città ai tempi di Scopelliti aveva 186 mila abitanti, oggi siamo scesi a 169 mila. Dobbiamo intervenire per i nostri giovani, che sono la ricchezza di un territorio, non possiamo disperdere questo grande patrimonio”.

“Ci vorrebbero centinaia di milioni per fare un’azione più lunga, però in questo momento l’obiettivo è quello di dare nell’immediatezza una risposta a questo grande bisogno, mettendo dentro mille persone per tre anni. C’è il mondo accademico, i dottorati di ricerca, ragazzi che si laureano e che poi magari scappano; invece con questo si offre l’opportunità di restare qui per tre anni e fare il dottorato di ricerca e di arricchire le loro competenze e le loro conoscenze”.

“Dall’altra parte la stessa identica cosa: c’è il progetto di circa 700-800 giovani nelle aziende, nel mondo delle professioni. Non è il giovane che si propone, come lo fu nel 2006, sono le aziende che propongono e che chiedono, che fanno le selezioni, scelgono gli assunti, quindi non ci sono assunzioni già precostituite di amici e di quant’altro”.

“E c’è anche il mondo del sociale, con la cooperativa sociale, con gli assistenti sociali e quindi con gli infermieri e anche OSS, e poi c’è quello anche del mondo dei detenuti, perché è giusto, perché il titolo ‘Nessuno è escluso’ va anche in questa direzione. Ci deve essere la sensibilità di dare ai ragazzi, a coloro che lavorano, che sono all’interno del carcere e che magari fuoriescono attraverso le convenzioni, di essere reinserito nel mondo del lavoro. È la vittoria della politica, perché comunque dentro il carcere, per chi conosce questa realtà purtroppo, abbiamo visto e abbiamo notato quanti giovani fuoriuscendo poi rischiano di tornarci, perché non possono avere una prospettiva”.

“Dall’altra parte apprendo con piacere che l’amministrazione in queste ore ha messo in campo dei bandi. Tutto questo serve alla politica, quella seria, a dare risposte, perché la città ha bisogno di risposte. Non possiamo più continuare a brancolare nel buio o comunque a vivere in una situazione di grande emergenza”.

Sulle prossime elezioni comunali, Scopelliti ribadisce un concetto ormai abbastanza chiaro: io non sono candidato a nulla. Sono un esponente che il 21 ottobre del 2023 disse in piazza: ‘non sarò candidato, ma mi candido a dare un aiuto e un sostegno al centro-destra con idee, con progetti, restando fuori dai conflitti, dalle beghe di questa gente insignificante e inutile che fa politica. E ce n’è tanta ancora in giro, purtroppo, perché la politica ha perso di credibilità e di peso. Non lo dico io, lo dimostrano gli elettori che non vanno a votare. La politica tutta deve elevare il momento del dibattito, crescere sotto questo punto di vista e proporre  situazioni che servono ad arricchire il nostro territorio”.

Minasi: “l’era del posto fisso è finita”

Il Senatore Tilde Minasi ha aggiunto: “ogni progetto che parla di occupazione deve essere accolto in maniera lodevole, ovviamente il problema della fuga dei cervelli non è solo al Sud. Non è tanto la mancanza di lavoro, il problema, ma la conformazione del nostro sistema-lavoro, ancora troppo rigido, fondato su modelli organizzativi arretrati. C’è un dialogo generazionale molto lento e difficile. Questo territorio ha un potenziale altissimo, dall’agricoltura al turismo, ma bisogna aiutare e formare i ragazzi, creare sistemi locali anche per fare impresa. Dobbiamo dircelo: è finita l’era del posto fisso“.

Vecchio: “grazie Scopelliti, questa città è stata mortificata sotto ogni profilo”

Intervenuto al tavolo anche il Presidente di Confindustria Reggio Calabria, Domenico Vecchio: “ringrazio Peppe Scopelliti, perché mi ha proposto questo progetto, perché quando si parla di lavoro e sviluppo noi siamo aperti a tutto. Reggio, la città più bella della Calabria, è stata mortificata sotto ogni profilo con una serie di bassezze che l’hanno portata ai bassifondi. Gli imprenditori e il territorio non hanno bisogno di assistenza, ma di piani di sviluppo, così da mettere al servizio le loro capacità. Che, consentitemi, non sono poche”.

Furgiuele indica l’impegno della Lega per l’iniziativa

Le parole di Domenico Furgiuele. “La Lega è impegnata sul territorio per ascoltare, per valutare idee, magari per integrarle, tutto quello che è più utile per rimettere al centro soprattutto una discussione vera e pubblica per il futuro delle città di Reggio Calabria. Oggi credo che questo sia l’inizio di un percorso nel quale ovviamente la Lega c’è, con la sua classe dirigente, con i suoi eletti e con un gruppo che ha già dimostrato, in giro per la Calabria, penso per esempio alle ultime comunali di Lamezia Terme, che probabilmente una Lega forte può dare un grande contributo al centrodestra”.

“Il problema di Reggio Calabria, come il problema di tante altre città importanti del Mezzogiorno d’Italia, non è una questione di economia in generale, ma è una questione di giovani che se ne vanno, è una questione di cervelli in fuga. E allora ogni volta che se ne va un giovane è un pezzo di futuro che si distacca”.

Palmara: “ecco da dove è nata l’iniziativa e cosa abbiamo scoperto analizzando i dati”

A parlare anche Italo Palmara, di Reggio Futura. “Mi limiterò a raccontare brevemente qual è stata la genesi di questo progetto. Noi come Reggio Futura, circa un anno fa, abbiamo fatto uno studio sulla involuzione che Reggio stava vivendo, su questo declino che l’ha portata a essere negli ultimi anni costantemente agli ultimi posti di tutte le classifiche sulla qualità della vita. E quindi per fare questo studio abbiamo preso in esame tutta una serie di parametri. Da questi parametri ce n’è stato uno che ci ha colpito più degli altri, ed è stato quello relativo ai residenti a Reggio Calabria. Abbiamo scoperto che nell’ultimo decennio Reggio ha perso 14.000 abitanti.

“Questi 14.000 abitanti non sono l’anziano che ha vissuto per una vita a Reggio e non ha motivo di andare fuori. Sono tutti giovani, giovani che magari una volta diplomati vanno a fare l’università fuori. O, peggio ancora, una volta completati gli studi, non trovano lavoro in città e vanno al nord Italia, nella capitale o addirittura all’estero per cercare lavoro. E una volta che sono fuori difficilmente poi rientrano. È un dato grave perché una città che perde tutti i giovani è una città che non ha più garantito un ricambio generazionale. E una città senza ricambio generazionale è destinata inevitabilmente a scomparire. E noi, tutti noi credo, assolutamente non ci auguriamo che questo avvenga”.

“Quando noi abbiamo completato questi studi, abbiamo, con una conferenza, reso pubblici questi dati. La sinistra, che in quel momento amministrava come ancora oggi amministra, si è sentita punta, ha reagito dicendo che stavamo creando dell’inutile allarme. In realtà è vero che c’è questo trend, ma è un trend che riguarda non soltanto Reggio ma tutta la Calabria e tutto il Meridione ed è un trend che esiste da decenni e decenni”.

“Il punto è che però dal nostro studio è emerso un altro dato. E cioè che nel decennio precedente, cioè nel decennio in cui la città è stata amministrata dal centro-destra, Reggio, in controtendenza con tutte le città della regione, con tutte le città della Calabria e del Meridione, anziché avere questa emorragia di giovani, è cresciuta. È cresciuta di oltre 6.000 unità. In 10 anni ci sono state 6.000 persone in più che sono venute a risiedere a Reggio. Come si spiega questo fenomeno? Il fenomeno è chiaro da comprendere perché in quegli anni l’amministrazione aveva un preciso progetto, aveva un’idea di città, aveva degli obiettivi che si era proposta e sapeva e aveva capito bene su quali punti intervenire”.

“Ricordo un bando dove veniva incentivata l’apertura di bed and breakfast in città. All’epoca Reggio aveva soltanto 3 o 4 alberghi e nessun bed and breakfast. Se si parlava alle persone, tanti non sapevano nemmeno il significato della parola bed and breakfast. Oggi Reggio ha più di 160 bed and breakfast. E questo è la dimostrazione, che grazie a quell’iniziativa sono nati tanti posti di lavoro”.

Durigon e il progetto Ponte sullo Stretto

Conclusioni affidate, in video-collegamento, a Claudio Durigon. “Hanno cercato di fermare il Ponte sullo Stretto, ma il nostro lavoro è dare continuità a questo progetto. Metteremo in campo l’opera Ponte per l’Italia. Il sostegno comune può dare dei risultati, il nostro obiettivo è di dare lavoro e mi auguro che questo non venga strumentalizzato dalla Sinistra” ha detto.

I dettagli dell’iniziativa

Qui di seguito l’infografica con tutti i dettagli dell’iniziativa.

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