I dati clinici definiscono le come la malformazione neonatale più frequente e a più alto impatto sociale. L’Unità di Cardiologia pediatrica e perinatale dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza ha tracciato il bilancio di un’attività che oggi vede l’assistenza stabile di oltre 600 pazienti in tutta la provincia. “Non si tratta – ha detto la dottoressa Maria Lucente, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia pediatrica – di patologie confinate al feto o al neonato. Hanno un’ingerenza notevolissima sulla salute della madre e sull’intero nucleo familiare, modificandone prospettive e canoni di vita, specialmente nelle forme complesse”.
I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata Mondiale delle Cardiopatie, durante il convegno medico-scientifico, promosso da Lucente sul tema “Dove porta il cuore: le cardiopatie congenite dalla gravidanza all’età adulta”.
Nel corso dei lavori sono stati forniti alcuni dati: 1 neonato su 100 è affetto da cardiopatia; nel 50% dei casi si tratta di forme gravi che mettono a rischio la sopravvivenza immediata; oltre 600 pazienti seguiti, inclusa una coorte di giovani adulti (20-25 anni) che continua a fare riferimento al dipartimento Materno-infantile. Circa 140 interventi annui vengono gestiti in sinergia con il Centro di cardiochirurgia del Mediterraneo di Taormina (Bambino Gesù).
“In situazioni specifiche – ha spiegato Salvatore Agati responsabile del centro cardiologico del Mediterraneo – la collaborazione prevede anche interventi in loco per evitare il trasferimento del neonato, garantendo l’assistenza nelle terapie intensive neonatali calabresi sotto la supervisione degli specialisti del centro siciliano”. La sopravvivenza è strettamente legata alla diagnostica ecografica morfologica, che permette di programmare il luogo e il tempo del parto, riducendo drasticamente morbosità e mortalità.
In assenza di una cardiochirurgia pediatrica in Calabria, negli ultimi dieci anni si è consolidato un protocollo di emergenza-urgenza: nei casi più critici, l’equipe di Taormina interviene direttamente presso le terapie intensive neonatali calabresi per stabilizzare o operare i piccoli pazienti in loco, evitando rischi connessi al trasporto. Nonostante l’efficacia della rete clinica, resta prioritaria l’integrazione di figure specialistiche di supporto, come genetisti e psicologi, fondamentali per la gestione multidisciplinare di patologie che impattano profondamente sull’intero nucleo familiare e non solo sul neonato.
L’incontro è stato un importante momento di confronto multidisciplinare dedicato alla presa in carico globale dei pazienti affetti da cardiopatie congenite lungo tutto l’arco della vita che ha riunito specialisti di diverse discipline – ginecologi, neonatologi, pediatri, cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri e professionisti sanitari – con l’obiettivo di promuovere una visione moderna e integrata della gestione clinica di queste patologie complesse, che oggi, grazie ai progressi della medicina, consentono una sopravvivenza e una qualità di vita sempre maggiori fino all’età adulta.


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