Trionfo per “Turandot” al Vittorio Emanuele di Messina

Trionfo per la "Turandot" di Puccini al teatro Vittorio Emanuele di Messina, in scena il 13 e 15 febbraio 2026

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Trionfo di pubblico e di critica, il 13 e il 15 febbraio 2026 è andata in scena la “Turandot” di Giacomo Puccini presso il teatro “Vittorio Emanuele” di Messina. Grande “incompiuta” del teatro musicale di Puccini, resa arcinota dal “Nessun dorma”, quest’opera è una fiaba d’amore e morte: messa in musica 100 anni fa da Puccini, riprende una fiaba settecentesca di Gozzi, a sua volta tratta da una fiaba popolare cinese.

La “principessa di gelo” Turandot, refrattaria all’amore degli uomini, alla fine dell’opera cede all’amore di un principe ignoto, Calaf. Strepitoso il successo riscosso al Vittorio Emanuele, da tutto il cast. Innanzitutto, dal soprano Daniela Schillaci, nel ruolo del titolo: sorprendente la sua performance nella “principessa di gelo“, da ruoli da soprano lirico cui ci ha abituato. Lodevole tout court è, in particolare nei filati, la prestazione di Desirée Rancatore come Liù, ma soprattutto quella dell’eccelso tenore Zi-Zhao Guo come Calaf. Valida la prestazione di Abramo Rosalen come Timur e quella di Luca Bruno come Ping.

Buoni anche gli esiti dei comprimari: Orlando Polidoro come Pang e Raffaele Feo come Pong, nonché Enzo Crucitti come Imperatore Altoum. Da citare la valida prestazione anche di Guido Dazzini nei panni del Mandarino, di Gabriella Grassi e Giusy Lorizio come ancelle e di Davide Scigliano come principe di Persia.

Fiore all’occhiello della serata, tuttavia, è stata la prestazione lodevole e poderosa del coro lirico “F. Cilea”, magistralmente diretto dal m° Bruno Tirotta: una garanzia per la buona riuscita dell’opera è la presenza di questo coro. Ottima anche la prestazione dell’orchestra del Vittorio Emanuele, questa volta diretta dal bravissimo e collaudato m° Carlo Palleschi.

Da citare, infine, con nota di merito, la prestazione del coro di voci bianche “Biancosuono” diretto dalla bravissima Agnese Carrubba. Valida anche la regia del m° Carlo Antonio De Lucia, molto fedele al libretto di Adami e Simoni: in un’epoca di scempio di “regie moderne”, De Lucia ci rinnova l’importanza di regie rispettose del testo, che dimostrino quanto sia importante non tradire inutilmente la volontà autoriale. Auspicando quindi che Reggio e Messina possano godere più di frequente di produzioni operistiche come questa, rivolgiamo un plauso finale all’organizzazione e alla direzione artistica del teatro di Messina.