“Giuseppe Calabrò, detto “U Dutturicchiu”, condannato all’ergastolo oggi dalla Corte d’Assise di Como nel processo sul sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti avvenuto 50 anni fa, in una lunga intervista rilasciata a Klaus Davi nel dicembre 2024 si dichiarò completamente innocente: ‘Non c’entro assolutamente nulla con il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti. Mi dichiaro innocente. Il processo, almeno per quanto mi riguarda, non si doveva fare. È da ridere. Non sono un boss e non sono un rapitore. Voglio essere dimenticato’. Klaus Davi in quell’occasione lo incalzò anche sull’inchiesta Doppia Curva e sui suoi rapporti con Luca Lucci, ex capo ultrà milanista ora in carcere, al che Calabrò rispose: ‘Non ho mai conosciuto Luca Lucci né l’ho mai incontrato. Mi hanno messo in mezzo a questa vicenda perché sono come il prezzemolo: buono per tutte le stagioni. Non ho neanche mai incontrato Vincenzo Senese, non so neanche chi sia. Né ho mai ho sostenuto Mimmo Vottari per scalare la curva del Milan. Io non sono mai andato allo stadio e non sono tifoso di nessuna squadra, immagini quanto mi possa interessare. Tantomeno mi sono immischiato in questa vicenda. Sa cosa sono? Un pensionato contadino. Io non c’entro nulla, il mio coinvolgimento è speculazione, l’unica cosa che vorrei è l’oblio. Non ho letto l’ordinanza della procura, sono cose che non mi appartengono'”. E’ quanto inviato alla stampa dal massmediologo Klaus Davi.
Sequestro Cristina Mazzotti, Klaus Davi: “Giuseppe Calabrò disse: non sono un rapitore, voglio essere dimenticato”
La Corte d’Assise di Como lo condanna per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti. In una precedente intervista a Klaus Davi aveva respinto ogni accusa e negato rapporti con Luca Lucci: “sono solo un pensionato contadino”



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