La notte tra il 12 e il 13 febbraio 2026 resterà impressa nella memoria degli abitanti di San Lorenzo come l’ora più dolorosa per il borgo: quella in cui ha perso il suo cittadino più illustre e longevo. Mentre raffiche di vento ciclonico superiori ai 130 km/h sferzavano l’intera area grecanica della provincia di Reggio Calabria, il patriarca del paese non ha retto alla violenza della tempesta. L’Olmo secolare, gigante silenzioso che per oltre sette secoli ha vegliato sulla piazza principale e sulle vite di intere generazioni, è crollato sotto la furia del vento. Il vuoto che ha lasciato non è soltanto architettonico o paesaggistico: è una ferita profonda nell’anima stessa della comunità laurentina.
La furia del vento e la fine di un gigante
L’evento si è consumato nel cuore della notte, durante una perturbazione di straordinaria intensità che ha investito l’intero territorio comunale. Se la Marina di San Lorenzo, rinomata meta turistica della costa ionica, ha dovuto fronteggiare i disagi tipici del maltempo, è nel centro storico di San Lorenzo superiore che si è verificata la perdita più dolorosa.
Alle prime luci dell’alba lo scenario appariva desolante: il monumentale olmo, che fino a poche ore prima svettava rigoglioso all’interno della sua caratteristica recinzione bianca, giaceva spezzato al suolo. Il tronco imponente, testimone di oltre sette secoli di storia iniziata nel tardo Medioevo, portava i segni evidenti di uno schianto che ha posto fine a un’esistenza intrecciata con quella del paese.
Un’ordinanza senza precedenti: proclamato il lutto cittadino
Di fronte a quello che è stato percepito come un autentico trauma collettivo, l’Amministrazione Comunale di San Lorenzo ha risposto con un gesto di profonda sensibilità istituzionale. Con l’ordinanza n. 9 del 13 febbraio 2026, il Sindaco ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di sabato 14 febbraio.
Nel documento si parla di “profonda commozione” e di un diffuso “sentimento di smarrimento” che ha attraversato l’intera cittadinanza. Non si è trattato semplicemente della perdita di un bene paesaggistico, ma della scomparsa del “simbolo identitario più alto della comunità”: un patrimonio storico e affettivo che teneva saldo il legame tra il presente e le radici più antiche del borgo.
Sette secoli di storia sradicati in una notte
L’Olmo di San Lorenzo non era un semplice albero, ma un monumento naturale di straordinaria rilevanza, con un’età stimata in oltre 700 anni. Per secoli ha custodito la piazza, divenendo punto di aggregazione e memoria vivente per i residenti di questo antico borgo dell’area grecanica.
Mentre la modernità trasformava i centri abitati e la Marina diventava fulcro delle vacanze estive, l’olmo restava immobile, a ricordare la forza e la resilienza della terra calabrese. Le bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali e la sospensione di ogni attività ludica rappresentano oggi il tributo dovuto a un testimone del tempo che ha attraversato dominazioni, guerre, cambiamenti e rinascite, accompagnando silenziosamente la storia di San Lorenzo.
Il dolore di una comunità e l’eredità del patriarca verde
Le dichiarazioni del Sindaco Sandro Polimeni riflettono lo stato d’animo di un intero popolo che oggi si sente orfano: “questa notte il ciclone Ulrike ha colpito duramente il nostro territorio, lasciando segni profondi in tutto il Comune di San Lorenzo. Tra i danni più dolorosi vi è quello al nostro olmo secolare, simbolo della nostra comunità. Un albero con oltre 700 anni di storia, testimone silenzioso di generazioni, di incontri, di feste, di fotografie e di traguardi raggiunti. Un punto di riferimento per tanti, in particolare per i nostri laureatini, che in quell’olmo si sono sempre riconosciuti, scegliendolo come sfondo dei loro momenti più importanti, come simbolo di radici, crescita e futuro. Negli ultimi giorni era stata messa in sicurezza una parte della struttura con dei puntelli, poiché l’albero già presentava alcune crepe, dovute all’incuria accumulata nel tempo ma anche ai danni provocati dal precedente ciclone Henry. Purtroppo la violenza del ciclone Ulrike ha aggravato una situazione già fragile, compromettendo seriamente gran parte della sua struttura. È una ferita che sentiamo tutti, perché quell’olmo non era solo un albero: era memoria, identità, appartenenza. In queste ore i tecnici stanno valutando le condizioni della parte rimasta. Speriamo con tutto il cuore che possa essere recuperata e che ciò che resta di questo gigante della nostra storia possa continuare a vivere, anche solo in parte, come segno di resilienza e speranza. A nome dell’Amministrazione comunale esprimo profondo dispiacere e vicinanza a tutta la comunità, in particolare ai nostri giovani che in quel simbolo vedevano un pezzo della propria storia. San Lorenzo saprà rialzarsi, come ha sempre fatto. E lo farà insieme“.








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