Roma, il Premio Parola D’Oro anche a due illustri calabresi: Angiolina Marchese e Marco Frisina

Il Premio Parola d’Oro è un richiamo all’anima del linguaggio umano, alla sua dignità, profondità e forza creatrice

Nella prestigiosa Sala Tirreno della Regione Lazio, la II edizione del Premio Parola d’Oro ha acceso una luce intensa sul potere della parola. Una celebrazione che va oltre il semplice riconoscimento: un gesto solenne, capace di riaffermare la parola come strumento di pace, costruzione collettiva e bellezza condivisa. Il Premio Parola d’Oro è un richiamo all’anima del linguaggio umano, alla sua dignità, profondità e forza creatrice.

Marco Frisina: la musica che eleva lo spirito

Tra i protagonisti della serata, Monsignor Marco Frisina, compositore di fama internazionale originario di Delianuova (RC), ha incarnato la Calabria più autentica. Figura centrale della musica sacra contemporanea, Frisina trasforma la composizione in un linguaggio universale dello spirito. Le sue opere, conosciute e amate in tutto il mondo, accompagnano celebrazioni solenni e momenti di intensa spiritualità, fondendo fede, arte ed emozione in un’unica, potente armonia. Ogni nota è un respiro della terra calabrese: aspra, generosa, capace di silenzi profondi e di slanci improvvisi verso l’alto.

Angiolina Marchese: l’arte come forza sociale

Accanto a lui, Angiolina Marchese, direttrice dell’associazione artistico-culturale Art Global, si conferma anima instancabile e promotrice appassionata di cultura. Donna di visione, determinazione e sensibilità civile, Marchese rappresenta la Calabria che crea opportunità, costruisce comunità e trasforma l’arte in strumento di crescita sociale. Il suo impegno ha dato voce a talenti e idee capaci di unire persone e territori, operando con eleganza, umanità e profondo senso di responsabilità.

La presenza congiunta di Frisina e Marchese ha trasformato la cerimonia in un trionfo di radici e creatività: la musica che eleva lo spirito e l’arte che costruisce comunità. In quella sala, tra eccellenze di ogni ambito, c’era la Calabria più viva, autentica e profondamente umana.

Il racconto della cerimonia

La cerimonia si è aperta sotto il segno solenne dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio, On. Simona Baldassarre, e ha visto premiati artisti e personalità di grande rilievo, tra cui Carolyn Smith, i Jalisse, Andrea Roncato e molti altri. Momento simbolico di alto valore è stato il riconoscimento a S.E. Abdulla Alsubousi, Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, e al Consigliere Khalid AlJarman, che hanno sottolineato il ruolo vitale del dialogo tra i popoli e dei legami culturali tra Italia, Emirati Arabi Uniti e area balcanica. A dare forma visiva alla parola, la mostra “Immagini come parole”, curata da Vinicio Prizia, ha offerto un percorso dove l’arte diventa linguaggio universale. Opere di Antonio Aiala Severini, Floriana Celani, Antonio Croce, Leonardo Galliano, Metello Iacobini e altri hanno trasformato lo spazio in un dialogo silenzioso di emozioni e significati.

La serata ha preso forma anche attraverso performance intense e coinvolgenti: Alex De Vito ha infiammato il pubblico con l’Inno di Mameli e “Stringimi forte”; Gabriella Costanza, con il Coro Kol Rinà diretto da Frisina, ha toccato le corde più profonde dell’animo; Irene De Arcangelis ha portato in scena il monologo “Il volume del mondo” di Claudio David, lasciando una riflessione potente su parola e realtà. Il Premio Parola d’Oro si conferma così come un atto di visione e responsabilità: la parola non è solo ornamento, ma ponte tra le persone, strumento di cultura e seme di futuro.

Premio parola d'oro a Marchese