Esistono le categorie, esistono i momenti storici, esistono i campionati strani, esistono gli episodi, i contesti e le partite. Ma, e questo lo diciamo da due anni e mezzo, per la Reggina un pareggio in Serie D non potrà mai essere “buono”. Per qualcuno, per quei tifosi mostratisi sempre “morbidi”, ma anche per lo stesso Torrisi, il pareggio di ieri contro il Savoia va bene, addirittura è come una vittoria. Perché, quando non si può vincere, va bene non perdere. Giustissimo, ma le variabili sono tante.
Qualcuno ha preso ad esempio la partita contro il Siracusa dello scorso anno. L’errore sarebbe stato quello di osare una vittoria, perché se Trocini si fosse accontentato del pareggio magari la Reggina avrebbe vinto il campionato. Questa certezza, questa sicurezza, non sappiamo francamente da dove possa arrivare, ma tant’è. Ci sembra la stessa convinzione degli ‘mpanicati da Covid che dicevano “ci vediamo tra due settimane” a tutti coloro che uscivano un’ora all’aria aperta da soli per prendere un po’ d’aria.
Comunque, senza andare fuori tema, pensiamo che nel momento attuale del campionato, e nel contesto di un campionato scarso, pareggiare o perdere avrebbe cambiato ben poco per la Reggina, ieri. L’unica differenza l’avrebbe fatta una vittoria: avrebbe consentito agli amaranto, per la prima volta in due anni e mezzo, di balzare in vetta, seppur insieme all’Igea Virtus. Anche in questo caso, però, nel momento del “vero” salto, si inceppa qualcosa. E, alzi la mano chi non l’ha pensato, nei primi venti minuti sono riemersi i fantasmi proprio di Reggina-Siracusa dello scorso anno. Nel momento decisivo, ci si scioglie come neve al sole.
Poco male, di positivo c’è questo: la reazione, il pari e la volontà di provare il sorpasso, a un certo punto. Però, e questo è evidente, il Savoia non è di certo quel Siracusa, autentica corazzata a cui bastò qualche cambio per mettere sotto la Reggina in mezz’ora. Detto questo, non si può gioire di un pari in Serie D, che tra l’altro vede la Reggina ancora rincorrere. La Reggina, per un pari in Serie D, non può mai gioire. Solo in un caso può stare “tranquilla”: se ha dieci punti di distacco sulla seconda in Primavera. Ma non è mai successo. Neanche in Autunno.
Questo campionato è scarso, e non va mai dimenticato
C’è anche un altro dato positivo, che però non dipende dalla Reggina. E che quasi ci stanchiamo a dover ribadire ogni settimana, costretti però a farlo per ricordare a tanti che la promozione in C, se anche dovesse arrivare, è solo dovuta. Non è un miracolo, né tantomeno un sogno. E’ scontata, anzi abbastanza tardiva – vergognosamente tardiva – dopo tre anni. Il dato positivo è che questo campionato è scarso, mediocre, livellato verso il basso. E’ un campionato che “alzi la mano chi vuole vincere”. Tanti pareggi, anche tra squadre di vetta, oppure sconfitte inaspettate. Per non parlare della media punti, tra le più basse di sempre. E’ un torneo così scarso che la Reggina si ritrova a due punti dalla vetta nonostante il pari di ieri e nonostante un girone d’andata disastroso, col rischio di retrocessione in Eccellenza a metà novembre.
Eviteremmo, però, di stare troppo tranquilli a considerare il pari di ieri come un buon punto. Sicuramente è meglio di niente, ma non dimentichiamo che la Reggina si trova ancora a rincorrere, e si ritrova a farlo nonostante nove vittorie di fila. Si ritrova a farlo proprio per quel girone d’andata disastroso, proprio perché, dopo grandi rincorse, quando è il momento di “accelerare” rallenta incredibilmente. Ci piacerebbe essere smentiti e, già tra due mesi, parlare di una squadra a 6 o 7 punti dalla seconda, uscita indenne da Palermo e Barcellona.
La realtà, però, è quella attuale, e quella dobbiamo commentare oggi, perché non abbiamo – a differenza di altri – la dote della veggenza. E’ quella di una squadra che – finisse oggi il campionato – sarebbe terza, in coabitazione, nella media dello scorso campionato o di quello scorso. Lì, nelle zone alte, a fallire sempre il momento dell’aggancio, raccontando poi la favoletta della sfortuna, del “ci abbiamo provato”, delle avversarie che si scansano, degli arbitri. E’ successo anche ieri. Non è arrivata la vittoria, ecco la colpa dell’arbitraggio disastroso. Ballarino (con l’ausilio dei soliti megafoni della stampa) ha anche postato il video dell’episodio del primo tempo, scrivendo “rigore netto”, ma ora non c’è più traccia sui social. Avrà cancellato.
Al netto del rigore che ci sta, o del fuorigioco dubbio, la Reggina – in Serie D – deve essere sempre più forte dell’arbitro, degli episodi, di avversarie che – mai come quest’anno – sono di un livello decisamente inferiore rispetto alla media. Perlomeno per una squadra che professa da due anni e mezzo di voler stravincere il campionato. Ma che poi, come al solito, si ferma sul più bello.


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