Referendum sulla Giustizia, c’è un sondaggio che sorprende e smonta la solita propaganda: “è shock”

C'è un sondaggio de Il Giornale, sul Referendum sulla Giustizia, che analizza degli elementi che lo stesso quotidiano definisce "shock"

Tempo di Referendum sulla Giustizia, tempo di sondaggi. La differenza è talmente tanto sottile che – come accade sempre in questi casi – ognuno trae le conclusioni che più gli convengono. Ce n’è uno, di sondaggio, pubblicato da Il Giornale, definito “shock”. Perché non analizza semplicemente i e i No, ma anche la frammentazione all’interno delle stesse scelte. E porta alla scoperta di situazioni che già in parte – ma forse non in modo così estremo – si conoscevano. Ovvero che gli elettori di CentroDestra sono praticamente tutti compatti verso il Sì, senza grandi tentennamenti. A Sinistra, invece, non c’è solo “qualche” No, ma sono molti di più.

“Il primo elemento politico da evidenziare è la forte compattezza dell’elettorato di centrodestra. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il 97% vota Sì, nella Lega il 96%, in Forza Italia il 94%. Numeri che indicano un allineamento quasi totale rispetto alla posizione ufficiale dei partiti” evidenzia Il Giornale. “Nel campo del No, invece, la configurazione appare più articolata. È vero che nel Partito Democratico l’85% si esprime contro la riforma e in Avs il 92% vota No, ma emergono percentuali non marginali di elettori che scelgono diversamente rispetto alla linea ufficiale. Tra i votanti Pd il 15% dichiara che voterà Sì. Nel Movimento 5 Stelle questa quota sale addirittura al 25%. Un quarto dell’elettorato Cinquestelle si colloca dunque su una posizione difforme rispetto all’indicazione del partito” si legge ancora.

Ha del clamoroso il dato del M5S. Un buon 25% tra i pentastellati, un quarto degli elettori del partito, voterà Sì. Non parliamo di “qualche” No, ribadiamo, ma di una discreta fetta di elettori di Sinistra. La bilancia si riequilibra con le aree centriste. “In Azione il 77% degli elettori vota Sì ed in Casa Riformista Italia Viva il sostegno scende al 67%”. Capitolo a parte, ma è altrettanto significativo, l’aspetto geografico: “Emergono infatti differenze geografiche significative: i sostenitori della riforma risultano prevalenti nel Nord e nelle Isole, mentre nel Centro e nel Sud il fronte del No appare attualmente in vantaggio”. In ultimo, la differenza negli equilibri sottili, tra Sì e No, è la percentuale di partecipazione al voto. Il Sì è compatto ma solo il 56% dichiara di andare a votare, mentre la quota del No sale al 65%.