Un progetto per non dimenticare, ma anche per ricostruire. Il termine che fa da filo conduttore è ‘casa’. A tre anni dalla strage di Cutro, nella quale persero la vita 94 migranti, nasce il percorso di memoria “Calabria significa casa”. NYUMBA, casa in Swahili, è il nome del progetto esteso di Paola Bottero, partito con l’omonimo docufilm, da lei ideato e scritto, diretto da Francesco Del Grosso, prodotto da Indaco Film con il sostegno della Calabria Film Commission, che prosegue con l’evento organizzato dall’associazione culturale “incroci”.
Il 19 febbraio la premiere a Catanzaro, il 2 marzo a Lamezia Terme. Non solo proiezione del docufilm, anche dibattito con sceneggiatrice, regista, protagonisti e territorio: gli studenti, la società civile, le istituzioni, i rappresentanti del terzo settore.
Quest’oggi, presso la sala del Polo Culturale Mattia Preti del Consiglio regionale, la presentazione ufficiale delle date e dei dettagli di ogni tappa. Presenti Salvatore Cirillo, Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Mantegna, sindaco di Benestare e Ass. al Welfare della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Maria Paola Sorace, Presidente della società cooperativa sociale Pathos, Carlo Frascà, progettista Pathos, Paola Bottero, ideatrice del progetto e sceneggiatrice di Nyumba.
Cirillo: “Calabria non è solo dolore, ma anche accoglienza”
Collegato online, non presente per sopraggiunti impegni istituzionali, il presidente Cirillo ha dichiarato: “il progetto “Calabria significa casa – Nyumba” che oggi presentiamo è davvero lodevole per le tematiche che esso si propone di portare all’attenzione e condividere. Un saluto sincero a Paola Bottero, a tutti gli altri ideatori del progetto, ai protagonisti del docufilm, agli amministratori presenti. Un saluto speciale lo rivolgo, inoltre, a Maria Paola Sorace, il cui impegno autentico per il sociale e per la nostra terra conosco e apprezzo da tempo.
Tre anni dopo la tragedia di Cutro, questo progetto ci aiuta a ricordare che la Calabria non è solo il luogo del dolore. Ma è anche luogo dell’accoglienza, della dignità, dell’umanità che costruisce ponti. Sono particolarmente contento che questo progetto abbia scelto di coinvolgere i giovani. La Calabria ha bisogno dei suoi giovani, della loro sensibilità e della loro capacità di immaginare un futuro diverso. Progetti come questo parlano proprio a loro e, allo stesso tempo, aiutano ad educare alla cittadinanza e alla solidarietà.
Il Consiglio regionale, non mi stancherò mai di ripeterlo, è la casa dei calabresi. E oggi, attraverso questa iniziativa, riaffermiamo che questa Istituzione vuole essere spazio di incontro e dialogo. Grazie a chi ha creduto in questo percorso. Grazie a chi continua a raccontare una Calabria che sceglie di essere casa”.








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