Ponte sullo Stretto, Vannacci, Giustizia e Askatasuna, Spirlì a valanga: “la Sinistra parla di fascismo ma ospita i terroristi in Parlamento” | INTERVISTA

L'intervista di StrettoWeb al già Presidente della Regione Calabria Nino Spirlì sui più svariati temi dell'attualità nazionale e non solo

Scrittore, autore, giornalista. Ma anche politico, e Presidente della Regione Calabria, in uno dei suoi momenti più difficili, in emergenza, come facente funzioni dopo una tragedia (la morte di Jole Santelli). Antonino Spirlì, per gli amici Nino, è ed è stato tutto questo. Un vortice di tutto, di tanto, che non si ferma neanche davanti ai problemi di salute: “io sono un malato oncologico, non un morto, va precisato. Sono sereno e tranquillo, perché ho una fede incrollabile”. Lo chiamiamo al telefono, però, e ci teniamo il passato per ultimo. Vogliamo partire dalla fine, dai fatti recenti nazionali, quelli da lui commentati con l’enfasi e la forza che lo contraddistinguono.

Vannacci è – politicamente – l’uomo più chiacchierato degli ultimi giorni.

“A prescindere dallo sdegno di partito, giustificabile, da parte mia c’è una valutazione sul comportamento degli amici. Vannacci, che non somigliava alla Lega, ha avuto una confidenza, una disponibilità, da parte di Salvini, ad essere introiettato dentro alla truppa leghista nonostante una differenza di fondo, perché la Lega – e io parlo della Lega di Salvini – è un partito laico. Si pensi che Salvini ha segnalato all’epoca me come vice della Giunta in Calabria. Io, cattolico praticante e omosessuale, eppure non ha avuto problemi. Vannacci ha avuto una amichevole confidenza da parte di Salvini. Però voglio dire una cosa”.

Prego.

“Ma nel 2026 abbiamo proprio bisogno di un partito di estrema Destra? La Destra oggi ha fatto un grande lavoro di ‘defascistizzazione’. Se la Destra meloniana non ha questo rigurgito, che senso ha questo Generale, oggi, che tra l’altro va a mettere in dubbio anche il senso stesso della divisa? Perché sennò poi sembra che tutti i militari siano estremisti di Destra”.

Quindi per lei il partito di Vannacci somiglia a quelli neofascisti?

“E’ un partito che somiglia solo a se stesso, cioè alla figura di Vannacci”.

La Sinistra però continua a dare della fascista a Meloni.

“C’è una Sinistra che dimentica totalmente le proprie origini staliniste, che dimentica il fatto che sia stata foraggiata per decenni dall’Unione Sovietica, che dimentica i crimini di Stalin, Mao, tutta una serie di comunismi reali e tangibili, continuati anche dopo il 1945, e va a cercare i rigurgiti di un fascismo morto nel 1945. Ogni volta che citano la Costituzione, che vadano a leggerla, perché la parola ‘antifascismo’ non esiste, in nessuna pagina. Queste parole sono di analfabeti politici, da Conte e Schlein e chi li segue”.

La settimana scorsa la Sinistra ha impedito la conferenza di Casapound sulla remigrazione.

“E’ stata negata la conferenza con un atto fascista, ma la Sinistra dimentica di aver portato in Parlamento cellule attive del terrorismo islamico. Quindi tu neghi il diritto di parola dopo aver ospitato però personaggi da condannare a livello mondiale? Quella di Casapound, che ormai non fa paura e di cui non si ricorda nessuno, può essere stata una pessima idea, ma si impedisce una conferenza in nome di quale purezza personale e di partito?”.

Arriviamo così al tema Sicurezza e ai fatti di sabato a Torino.

“Le nostre forze dell’ordine, per uno stipendio che non è equiparato al rischio che corrono, tutte le sante mattine si alzano dal letto, fanno una microcolazione, si lavano i dentini ed escono in strada a salvaguardare la nostra libertà. Dall’altra parte esiste una ciurmaglia di delinquenti senza una connotazione politica, ma con una sorta di autocelebrazione di presunti diritti sociali e civili di chiunque, anche dei violenti, che esce in strada per distruggere la cosa pubblica, la proprietà privata, mette a repentaglio la vita di persone che stanno andando a lavorare, a scuola, o sono dei poveri pensionati”.

“Quanto successo a Torino è vergognoso, se le forze dell’ordine rispondono è perché si è oltrepassato il limite. Si sono fatti menare, loro, erano lì a subire. Quanti di noi hanno detto: ‘ma perché non caricano’? Lanciavano sampietrini, massi, bombe carta”.

Però la narrazione è stata ribaltata, come sempre. L’ha letto il post di Ilaria Salis?

“Quello che dice Ilaria Salis sarebbe da silenziare, perché lei ha silenziato la Giustizia con la sua candidatura. Se una persona è onesta deve presentarsi davanti al Tribunale, e accettare quello, perché lì c’è un reato commesso. Salis in questo momento, prima di chiedere il diritto alla parola, dovrebbe presentarsi di fronte alla Giustizia”.

E arriviamo alla Magistratura: a fine marzo c’è il Referendum…

“Solo nei paesi incivili la Magistratura ha ancora carriere separate. Negli altri no, anche nei paesi in cui governa la Sinistra, specialmente la Francia”.

La Corte dei Conti ha anche rallentato l’iter del Ponte sullo Stretto.

“I primi incontri sono avvenuti tra me e Musumeci. Nessun altro aveva organizzato incontri paralleli, a livello regionale nasceva questo movimento pro Ponte che ha poi anticipato l’arrivo del Governo. Mentre altri si vogliono considerare coda dell’Italia e dell’Europa, io parto da un altro concetto: il mondo moderno arriva dall’Asia; Cina e India comandano i mercati. Il futuro arriverà dall’Africa. La porta del mondo oggi è a sud, a Suez, e non più a nord. Da dove entreranno i nuovi mercati? Da Ponte sullo Stretto e Porto di Gioia Tauro. Se prima non si fa il Ponte non si fanno le ferrovie, questo è chiaro. Poi il Porto di Gioia Tauro va potenziato, perché è il più importante d’Europa”.

Sì, ma c’è sempre la Corte dei Conti.

“La Corte dei Conti si assuma la responsabilità del rallentamento, che comunque non è un blocco definitivo e che andrà risolto e a breve. A quel punto quella Magistratura non avrà più nulla da dire. Va detto che c’è una certa ala della Magistratura che è quasi terroristicamente contro i Governi, stranamente contro questo Governo”.

A proposito di Magistratura, come giudica la “mossa” di Occhiuto dopo l’inchiesta? Dimissioni, ricandidatura e vittoria.

“Roberto Occhiuto ha fatto un’operazione perfetta, gliene do atto e in piccolo l’avrei potuta vivere anch’io. L’ultimo anno di un Presidente è congedante. Chi è con lui, intorno a lui, comincia a fare quella operazione che io resi pubblica con quella dichiarazione tutta calabrese ‘annacano il pecoro’. Politici e funzionari lo vedevano inserito in un momento di difficoltà personale che non era definitivo e che merita i tre gradi di giudizio, ammesso avesse sbagliato e per me non lo ha fatto. Lui però ha detto: azzeriamo e, così, non si può dire ‘se ne sta andando’, ma ‘è appena arrivato'”.

Siamo partiti dalla fine, concludiamo dall’inizio: come sta oggi Nino Spirlì?

“Io sono un paziente oncologico, non un morto, e questo lo chiarisco. Faccio parte di quella risicatissima percentuale che ha superato l’intervento, ma siamo in attesa che recidivi, perché funziona così. Sono sereno e tranquillo, perché ho una fede incrollabile. Ho un cancro al pancreas che è stato troppo maltrattato nei primi mesi da una parte della sanità calabrese che, pur avendo macchinari a disposizione e personale di ottima qualità, deve contare purtroppo anche degli ignoranti della medicina, cioè incapaci di diagnosi. Per il futuro mi auguro uno scatto di reni da parte di questi ignoranti, che si auto-dichiarino e che prendano severi provvedimenti verso se stessi prima di ammazzare altre persone. Mi auguro che la sanità calabrese con Occhiuto arrivi a quelle altezze che in parte ha raggiunto, anche perché io una serie di altre patologie le curo in Calabria. Però mi scoccia dover interrompere tutti quei progetti che ho in mente”.

Tipo?

“Beh, chissà ad esempio che io non mi candidi al Comune di Taurianova…”.