“È dall’inizio della legislatura che Salvini, ogni anno, dice che tra pochi mesi inizieranno i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina, per poi dover correggere all’anno successivo l’inizio dei lavori. E oggi ha fatto la stessa cosa. Salvini ha paralizzato il Mit e sottratto 14 miliardi di euro alle vere priorità dell’Italia. Una cosa la dico a Salvini con convinzione e conoscenza degli atti e delle procedure che dovrebbero portare all’autorizzazione del Ponte: i lavori non potranno mai iniziare per tre motivi“. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce nazionale di Europa verde.
“Il primo – spiega – è che deve essere rifatta la gara di assegnazione dei lavori, perché il bando del 2006, voluto da Berlusconi, prevedeva un project financing per la realizzazione del Ponte con il 60% dei costi a carico dei privati e il 40% a carico dello Stato. Salvini, con il dl 35/23, ha invece deciso che i costi saranno totalmente a carico dello Stato. Un bel regalo ai privati con i soldi pubblici. Il secondo è che la progettazione risale al 1997 e che le trincee sismiche, come chiesto dal comitato scientifico della stessa società per il Ponte sullo Stretto, che le aveva prescritte, non sono state fatte; inoltre vanno analizzati i problemi sugli acciai e sui cavi e tante altre questioni poste dai tecnici. Quindi va rifatta la progettazione. Il terzo motivo è che la direttiva europea ambiente è stata violata perché non hanno preso in considerazione l’alternativa progettuale, come previsto dalla relazione inviata al Parlamento il 30 aprile 2021 dal ministero dei Trasporti, per tutelare le aree vincolate dal punto di vista ambientale dall’Unione europea”. “Salvini faccia un gesto intelligente e di rispetto verso l’Italia e gli italiani e restituisca 14 miliardi di euro per destinarli alle vere priorità: dalla sanità, ai trasporti e alle infrastrutture“, conclude Bonelli.


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