Il Sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio per evasione fiscale. La vicenda, che riguarda fatti che vanno dal 2018 al 2021, si riferisce alla sua Università telematica Unicusano. La Procura gli contesta di aver evaso circa 20 milioni di euro come amministratore dell’ateneo. Per l’accusa, l’Università era da considerare a tutti gli effetti una holding commerciale avendo “dismesso le finalità formative e sociali in favore delle esigenze di profitto a partire dal 2011”. E, per questo, quindi, avrebbe dovuto pagare le tasse, che invece secondo l’accusa non sono state versate.
L’imprenditore, che sarebbe dovuto andare a processo, è stato – come detto – rinviato a giudizio. “E’ tutto il giorno che mi domandano come mi sento per il rinvio a giudizio, ma signori: come volete che mi senta? Un rinvio a giudizio non è una condanna a morte. Ti hanno rinviato a giudizio presumibilmente in base alla legge perché ci sono dei buoni motivi per condannarti. Vi ricordo però che il 95% delle persone che va davanti a un gup viene rinviato a giudizio e poi il 65% dei rinviati a giudizio viene assolto. Quindi non posso complicarmi la vita per questo motivo” ha commentato Bandecchi.
“So che a Terni ci sarà una dimostrazione per chiedere le mie dimissioni, ma sarà la solita bischerata di sinistra che non vale una mazza, i soliti garantisti del nulla: io resterò a fare il sindaco” ha aggiunto, spiegando perché non si dimette. Difatti, non c’è stato un processo, non c’è stata una condanna, e l’imprenditore può – a tutti gli effetti – continuare a esercitare la sua carica.


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