Un cittadino di Reggio Calabria, Filippo De Benedetto, ha inviato una lettera alla Redazione di StrettoWeb, avente oggetto “Via Giovanni Scudo (Pellaro): fallimento politico e amministrativo sui lavori pubblici e sull’accessibilità” in cui il cittadino affronta il tema del degrado urbano in via Giovanni Scudo a Pellaro, periferia sud di Reggio Calabria. Di seguito riportiamo la lettera integrale: “La vicenda dei lavori in via Giovanni Scudo a Pellaro, strada parallela alla Statale 106, non è più soltanto una segnalazione di degrado urbano, ma rappresenta un fallimento politico e amministrativo che chiama direttamente in causa il Comune di Reggio Calabria, il Sindaco, la Giunta, l’Assessorato ai Lavori Pubblici e la struttura tecnica responsabile dell’opera. I lavori per la realizzazione di aiuole e la posa di alberature risultano infatti completamente fermi da oltre quattro mesi, senza alcuna comunicazione ufficiale ai cittadini, senza cronoprogramma aggiornato e senza assunzione pubblica di responsabilità”.
“A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che, a seguito di sopralluogo effettuato personalmente dal Garante dei diritti delle persone con disabilità, sono state riscontrate difformità rispetto alla normativa vigente in materia di accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche. Il Garante con Prot. 1U del 7gennaio 2026 ha formalmente invitato il Comune ad intervenire per sanare le criticità rilevate”.
“Nonostante ciò, l’Amministrazione comunale ha scelto, di fatto, la strada dell’inerzia:
i lavori restano fermi e le condizioni di non conformità continuano a permanere.
Questo significa che:
• un’opera pubblica è stata avviata senza adeguate verifiche progettuali sull’accessibilità;
• sono stati rilevati profili di irregolarità da un organo di garanzia;
• e, nonostante ciò, la politica cittadina non ha ritenuto prioritario intervenire.
È un segnale estremamente preoccupante, perché dimostra come, ancora una volta, la tutela dei diritti delle persone con disabilità venga relegata in fondo all’agenda politica. Inoltre, questa vicenda dimostra in maniera plastica quanto sia stato sbagliato continuare a programmare interventi sul territorio senza alcun reale confronto con i rappresentanti locali e con le comunità interessate”.
“Proprio mentre l’Amministrazione annuncia e rivendica il ritorno delle circoscrizioni come strumento di partecipazione e di decentramento, si continua nei fatti a:
• decidere opere che incidono sulla viabilità e sull’accessibilità dei quartieri;
• avviare cantieri senza un adeguato coinvolgimento del territorio;
• produrre interventi contestati, incompiuti e persino non conformi alla legge.
È evidente che, se fossero già operative e realmente coinvolte, le circoscrizioni e i loro rappresentanti avrebbero potuto svolgere un ruolo di controllo politico e di indirizzo, evitando errori progettuali, segnalando per tempo le criticità e tutelando i cittadini più fragili”.
“Quello di via Giovanni Scudo non è quindi solo un problema tecnico, ma un caso che mette in luce:
• una carenza di visione politica sulla rigenerazione urbana;
• una debolezza del controllo politico sull’azione amministrativa;
• una gestione dei lavori pubblici lontana dai principi di trasparenza, partecipazione e inclusione.
Si chiede pertanto che l’Amministrazione comunale, a partire dal Sindaco e dall’Assessore ai Lavori Pubblici, chiarisca pubblicamente:
• perché i lavori sono fermi da mesi,
• perché i rilievi del Garante non hanno ancora prodotto interventi concreti,
• chi risponde delle scelte progettuali e della direzione dei lavori,
• e quando verrà finalmente ripristinata la legalità in materia di accessibilità.
I cittadini di Pellaro non hanno bisogno di slogan sulla partecipazione, ma di atti politici concreti, di assunzione di responsabilità e di rispetto dei diritti. Si chiede pertanto un vostro intervento affinché la vicenda venga resa pubblica e affinché gli enti competenti siano finalmente chiamati a dare risposte concrete, date certe e responsabilità chiare”.







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