Nicola Gratteri, non ci conosciamo. E, proprio per questo, vorrei parlarle di me, raccontarle chi sono. Ho 31 anni, sono laureato, scrivo per StrettoWeb da sette anni. Mio padre è un operaio, mia madre una casalinga. Ho anche una sorella, è insegnante. Così come la mia dolce metà, che mi sopporta da quasi dieci anni. La mia è una famiglia unita, e mi ha insegnato sempre l’educazione. Ritengo di essere una persona educata, e per questo ringrazio loro. Sono incensurato, non ho reati a mio carico, in vita mia potrei aver ammazzato al massimo qualche mosca, qualche scarafaggio. Ho anche paura dei topi, pensi un po’. Avevo sempre il massimo in condotta, a scuola, e anzi mi dicevano fossi anche troppo tranquillo.
Insomma, mi definisco una persona per bene. Non è modestia, ma non sono io a dirlo. Sono una persona per bene, e quindi dovrei votare “no” al Referendum sulla Giustizia. Ebbene, non è così. Perché, caro Procuratore, io voterò sì. E, come me, tante altre persone per bene. Persone che vorrebbero semplicemente guardare con maggiore fiducia nei confronti di una Giustizia verso la quale – ultimamente – provano solo incertezza, confusione. Per fortuna, come dicevo su, la Giustizia non mi coinvolge direttamente, e spero di non doverne mai avere a che fare. Non posso pensare, però, superficialmente, come ha fatto lei. Non posso parlare superficialmente, come ha fatto lei. Eppure non sono un esperto in questo campo, non ho di certo la sua caratura e il suo curriculum.
E’ proprio per questo che ritengo abbia commesso un grave errore. Una persona del suo calibro, del suo carisma, ha bisogno di pensare, e di pensare prima di parlare. E’ un tema troppo delicato, dove disinformazione e ignoranza galoppano. E non si tratta di giudizi sulle idee. E’ ovviamente liberissimo di votare “no”. E’ ovviamente liberissimo anche di esprimere le sue ragioni per il “no”. Ma esistono i contenuti. Ed esistono i toni. Io mi sono sentito offeso, e non solo l’unico. E non mi sono sentito offeso solo per l’insulto, ma anche perché ha provato a giocare con la nostra intelligenza.
Ha anche provato a tornare indietro, senza neanche chiedere scusa. Ha detto di non aver affermato mai quelle cose. Ma non è vero. E lo abbiamo evidenziato su StrettoWeb mostrando il video integrale. Queste parole, e mi dispiace dirlo, caro Gratteri, mi convincono ancora di più di un fatto. Che voterò sì. E voterò sì perché voglio una Giustizia più “libera”. Una Giustizia che sappia “scegliere” i suoi rappresentanti senza condizionamenti e “trame” correntizie, ma per merito. Una Giustizia più moderna, come in buona parte d’Europa, che non resti ancorata a una carriera ancora “congiunta” tra Pubblico Ministero e Giudice. Una Giustizia che, se anche ha il diritto di giudicare, può pure essere giudicata, e controllata, da un organo terzo. Una Giustizia giusta, insomma. Penso di poterlo affermare, anche se voterò sì e quindi il mio giudizio – da criminale mafioso – potrebbe non valere a nulla…


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