Messina, cacciatori trovati morti sui Nebrodi. L’indagato avrebbe ammesso: “io c’ero e ho sparato”

L’avvocato del 52enne indagato per omicidio annuncia un esposto dopo la diffusione di notizie sull’inchiesta della Procura di Patti. L’uomo avrebbe ammesso la presenza sul luogo, poi si è avvalso della facoltà di non rispondere

Nessun commento, una dichiarazione: domani presenteremo denuncia per violazione del segreto istruttorio, con la richiesta di acquisizione dei tabulati di tutti i giornalisti che hanno riportato la notizia“. Lo afferma, contattato dall’ANSA, l’avvocato Tommaso Calderone, legale del 52enne indagato per omicidio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Patti sulle morti di tre cacciatori sui Nebrodi del Messinese. Il suo assistito prima di essere indagato avrebbe ammesso di “essere presente e di avere sparato” nel luogo dove sono stati trovati i tre cadaveri, con ferite da arma da fuoco. Un’affermazione fatta in assenza del suoi legali e non più ripetuta perché si è sempre poi avvalso della facoltà di non rispondere, e quindi processualmente non probante.