“Assolto perchè il fatto non sussiste”: possono sei parole restituire anni di calvario giudiziario, gogna mediatica e una carriera politica di altissimo livello stroncata sul nascere? Evidentemente no. Massimo Ripepi è una persona per bene. I suoi difetti? E’ cristiano, è di destra, “e per questo motivo, per la mia fede religiosa e per il mio impegno politico, mi hanno discriminato con soprusi vergognosi che ho denunciato”. Pensate se fosse stato anche alto, magro e con i capelli biondi… Il razzismo al contrario che Massimo Ripepi ha provato sulla sua pelle è il fulcro della lotta civile che Charlie Kirk aveva intrapreso negli USA contro la deriva autoritaria del pensiero unico di sinistra, così pericoloso e violento che lo stesso Kirk è stato ucciso.
Ma l’attivista conservatore americano vive nel ricordo di milioni di persone che portano avanti le sue idee di libertà e democrazia: proprio Massimo Ripepi, e non è un caso, ha portato di recente anche Reggio Calabria nel nobile universo di questi gruppi di associazioni che tra USA ed Europa lottano per contrastare la decadenza della nostra civiltà.
In un’intervista per certi versi sconvolgente, Massimo Ripepi ha svelato oggi ai microfoni di StrettoWeb quanto sia stato doloroso il suo calvario giudiziario, quanto gli abbia fatto male la gogna mediatica a fronte di cui oggi nessuno gli ha chiesto scusa. “Mi hanno accusato in prima pagina, su testate locali e nazionali. Come pallottole, hanno utilizzato le parole e i media come pallottole. E oggi sono spariti, neanche un trafiletto per la mia assoluzione“.
Le accuse a Ripepi erano completamente false, eppure gli sono costate certamente un posto in parlamento, nella peggiore delle ipotesi, o forse anche un Ministero. Era tra i principali dirigenti di Fratelli d’Italia nel 2020 quando è stato colpito dall’inchiesta, e aveva già portato il partito di Giorgia Meloni all’8% a Reggio Calabria alle politiche del 2018, doppiando la media nazionale del partito che all’epoca era al 4%, quando ha sfiorato l’elezione al Senato e quella era la percentuale più alta d’Italia per FdI. Oggi Massimo Ripepi è stato assolto, ma nessuno gli restituirà quella carriera politica che avrebbe avuto senza queste infamie, tantomeno gli potrà evitare e la vera e propria ghigliottina pubblica subita giornali, radio e tv animati da invidie, gelosie, chiacchiere tipiche dei livorosi odiatori dell’estrema sinistra.
Massimo Ripepi è una persona per bene. E oggi, con l’assoluzione piena in Corte d’Appello, è una verità processuale. E’ la verità della legge. Le accuse nei suoi confronti erano tutte false. E le sue parole di oggi sono un pugno per la nostra società che si dice civile ed evoluta, e invece è rimasta ai tempi di Barabba.
L’intervista completa:


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