Maltempo Reggio Calabria, tavolo da 77 chili sollevato e scaraventato in strada | FOTO

Via Marina devastata dalla mareggiata, ma il volo del tavolo dal primo piano fa ipotizzare un downburst: raffiche anomale e danni selettivi nel cuore della città

  • tavolo da ping pong volato con il maltempo
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Le cicatrici lasciate dalla tempesta della scorsa notte sul volto di Reggio Calabria sono evidenti e, per molti aspetti, difficili da spiegare se si pensa a una “semplice” mareggiata di Maestrale. Mentre le onde travolgevano i lidi e sventravano la pavimentazione della Via Marina, nel cuore della città si verificava un episodio che ha sorpreso anche gli osservatori più esperti.

Nelle immagini scattate questa mattina si vede un tavolo da ping-pong — del peso di circa 77 chilogrammi — sollevato da una veranda al primo piano di un edificio e scaraventato oltre dieci metri più in basso, sull’asfalto, davanti all’ingresso di un garage e a pochi passi da una nota palestra cittadina. Non si tratta di un modello leggero: il telaio metallico appare completamente deformato e le gambe di sostegno risultano divelte, segni evidenti di un impatto violento e improvviso.

Il tavolo, proveniente da una veranda di un palazzo moderno dalla facciata arancione, è stato proiettato in strada con una dinamica che lascia aperti interrogativi sulla reale natura del fenomeno atmosferico che ha colpito la città.

Maestrale o downburst?

Le raffiche registrate a Reggio hanno raggiunto i 100 km/h, ma il sollevamento di un oggetto così pesante — che, una volta ribaltato, può comportarsi come una vela — fa ipotizzare la presenza di correnti non soltanto orizzontali. Già nella stessa notte era stato segnalato lo sradicamento di un impianto fotovoltaico da un terrazzo poco distante, un elemento che rafforza l’ipotesi di un possibile downburst.

A differenza del vento lineare tipico del Maestrale, il downburst è un fenomeno associato ai temporali: una violenta colonna d’aria discendente che, impattando al suolo, si espande in modo radiale generando correnti improvvise sia discendenti sia ascensionali. È proprio questa dinamica a poter sollevare oggetti pesanti prima di scaraventarli a terra. Un tavolo di quasi 80 chili difficilmente “scivola” via: viene piuttosto sollevato da variazioni repentine di pressione e da moti verticali intensi, tipici dei fenomeni temporaleschi più estremi.

Una città duramente colpita

L’episodio si inserisce in un quadro già drammatico. La Via Marina — spesso definita il “chilometro più bello d’Italia” — si presenta oggi devastata, con ampi tratti di pavimentazione divelti dalla furia del mare. La combinazione tra mareggiata e raffiche anomale suggerisce che la città abbia affrontato un evento meteorologico di portata eccezionale, ben oltre le consuete allerte per vento forte.

Le immagini del tavolo accartocciato, accanto a scooter e bidoni rimasti invece in piedi, raccontano la natura selettiva e localizzata della tempesta: una forza capace di colpire con brutalità punti specifici del tessuto urbano, lasciando intatti altri elementi a pochi metri di distanza. Un segnale che invita a riflettere sulla crescente intensità dei fenomeni estremi e sulla vulnerabilità del territorio.